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E’morto Giovanni Parisi, lutto nello sport

Una tragedia. E’ morto in un incidente stradale avvenuto sulla tangenziale di Voghera, in provincia di Pavia ad una quarantina di km da Milano, Giovanni Parisi. L’auto sulla quale viaggiava si è scontrata frontalmente contro un camion intorno alle 20.40, e purtroppo non c’è stato nulla da fare per il campione che è deceduto sul colpo.

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Un lutto incredibile ed inaspettato per il mondo del pugilato, che qualche giorno fa gli aveva tributato l’ultimo grande applauso a Milano, quando era salito sul ring per salutare il pubblico nell’occasione della conquista del Mondiale di Giacobbe Fragomeni.

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Un eroe di altri tempi, lui che nel 1988 conquista l’oro nella finale olimpica i Seul contro il romeno Dumitrescu, un’immagine che negli occhi degli appassionati è sempre ben stampata, un’immagine che riempie l’Italia d’orgoglio ancora oggi, un round, velocità e potenza, lui era il pugilato. Flash, così lo chiamavano sul ring, come ogni pugile con i suoi alti e bassi, ma con una professionalità senza pari ed un amore per il pugilato che l’ha accompagnato per tutta la sua vita.

Immediate le reazioni a questa notizia: "Per me è una perdita dolorosissima - ricorda Franco Falcinelli, presidente della Federpugilato e nell'88 commissario tecnico dell’Italia -. Ricordo ancora quando, finito il match, Giovanni alzò le braccia al cielo e dedicò la medaglia d'oro alla madre scomparsa da poco".

Anche Gianfranco Rosi, ex campione del mondo ed ex rivale di Parisi all'Ansa, ha parole di stima intrise di lacrime "In questo momento riesco solo a piangere, ed è difficile trovare le parole per esprimere il dolore che provo, pensando che ci eravamo visti meno di due settimane fa a Chianciano Terme, in occasione delle elezioni federali – continua Rosi - e ci saremmo risentiti nei prossimi giorni, perché anche lui sarebbe entrato a far parte della nostra nazionale di calcio dei pugili". "In passato - aggiunge Rosi - tra di noi i rapporti non erano stati sempre ottimi, ma da qualche anno eravamo tornati a essere grandi amici, perché il pugilato è soprattutto amicizia e questo era lo spirito che c'era tra me e Giovanni. Mi legano a lui tanti ricordi splendidi e sono questi che mi resteranno dentro per sempre".

"Sono di quelle notizie che ti spezzano il cuore – queste la parole di Patrizio Oliva, altro grande campione della boxe italiana - "Ho perso un amico, era un bravo ragazzo, una persona eccezionale. L'ho seguito a Seul quando è diventato campione olimpico e io dissi che la sua era una medaglia più bella di quella mia a Mosca, perché aveva lottato con i più forti avversari delle nazioni maggiormente competitive, mentre le mie olimpiade erano dimezzate per problemi politici. Fu una grande vittoria di Giovanni. Chi era Parisi? Il suo palmares parlava chiaro, ha vinto tutto, campione del mondo in due categorie, un grosso picchiatore con tutte e due le mani, un pugile completo. Lo avevo seguito fin da ragazzino e avrei scommesso che sarebbe diventato un grande campione. Quali erano i suoi progetti? Come tutti noi che amiamo questo sport voleva rimanere nell'ambito della boxe e voleva dedicarsi all'organizzazione. Sarebbe stata una gran bella cosa per tutto il movimento".

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