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Equitazione: addio Raimondo D'Inzeo, oro olimpico a Roma 1960

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Otto mesi fa l'ultimo saluto a Pietro Mennea, oggi il Salone d'Onore del Coni ha riaperto le porte per salutare un altro campione unico: Raimondo D'Inzeo, il più grande cavaliere di tutti i tempi. Un oro olimpico, due argenti e tre bronzi nelle sua bacheca, oltre a due ori, un argento e un bronzo ai Mondiali, e la partecipazione a ben otto Olimpiadi: un record di presenze eguagliato soltanto dal fratello Piero e da Josefa Idem (includendo anche quando vestiva i colori della Germania).

D'Inzeo, portabandiera dell'Italia ai Giochi del 1968 a Città del Messico, è morto ieri sera, a 88 anni, e per commemorare la sua scomparsa il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha deciso che oggi e domani in tutte le manifestazioni sportive che si svolgono in Italia verrà osservato un minuto di raccoglimento.

"Credo che non fosse solo una leggenda del nostro sport ma dello sport mondiale, otto olimpiadi, penso anche nove, se non ci fosse stato il boicottaggio militare dell'Olimpiade di Mosca– ha ricordato il presidente del Coni, Giovanni Malagò che oggi ha reso omaggio alla salma insieme al comandante generale dei Carabinieri, il generale di Corpo d'Armata Leonardo Gallitelli - E' definito il più grande cavaliere di tutti i tempi, penso che fosse doveroso che il Coni aprisse il Salone d'Onore a ricordo di questa persona straordinaria''.

''E' un grave lutto per la federazione, lui ne rappresenta la storia e insieme al fratello rappresentano il movimento dello sport equestre. E' immaginabile il nostro stato d'animo'', ha aggiunto il commissario straordinario della Fise, Gianfranco Ravà. Tra i familiari, oltre alla figlia Susanna e alla moglie Giuliana, c'era anche Piero che con Raimondo componeva la coppia di 'fratelli invincibili' dell'equitazione italiana. ''Ricordo le Olimpiadi del 1960, è stato un trionfo per l'equitazione italiana- ha detto commosso - toccava prima a me morire perche' io sono nato prima. Amava sempre essere davanti a me in premiazione ed e' quello che abbiamo augurato ai nostri allievi''.

Appresa "con tristezza e rammarico" anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato alla signora Giuliana Mazzetti di Pietralata un messaggio nel quale ricordando l'"ufficiale dell'Arma dei Carabinieri, indimenticato simbolo dell'equitazione italiana" ha tra l'altro scritto: "Testimone esemplare dei valori di lealtà e di correttezza sportiva, ha dato lustro alla Nazione con la partecipazione a ben otto olimpiadi e innumerevoli successi nelle competizioni internazionali, tra i quali tutti ricordiamo con emozione la Medaglia d'oro ai giochi di Roma del 1960 e i primi posti ai campionati del mondo di Aquisgrana 1956 e Venezia 1960. In questo momento di dolore - ha concluso il Capo dello Stato - esprimo a lei, gentile signora, e ai suoi figli Susanna e Guido, i sentimenti della mia affettuosa vicinanza".

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