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F1, un nuovo team italiano beffa la Ferrari

Oltre al danno la beffa, e c’era pure da aspettarselo da Mosley e soci. Pare infatti, e diciamo pare perché in questo momento tutto sembra coperto da segreto di stato, che un nuovo team italiano stia per entrare nel circus della F1 dopo aver presentato l’iscrizione al Mondiale 2010.

L’indiscrezione arriva da Franco Nugnes, e pare che non sia certo un evento dell’ultimo minuto, ma che anzi il nuovo team, che prevederebbe la fornitura di motori Cosworth con la X-Trac per il cambio, sarebbe già da alcuni mesi al lavoro per questo ingresso, avendo tra le altre cose già deciso di accettare il nuovo budget imposto alle scuderie.

Quanto ci sia di vero in tutto questo lo scopriremo tra un po’, anche perché a conti fatti il Mondiale di F1 del 2010 è decisamente un incognita, anche se le possibilità di vedere due team italiani sfrecciare per i circuiti pare sempre essere un’ipotesi più concreta.

E concreto è sempre di più anche il nuovo circuito di Roma. A confermarlo è nient’altro che il quotidiano londinese Evening Standard, che ha reso pubblica la notizia che Bernie Ecclestone avrebbe fatto richiesta, il mese scorso, di un marchio registrato europeo per il "Formula 1 Gran Premio di Roma".

I 4,6 km di asfalto potrebbero essere già pronti per il 2011 o il 2012 al massimo, ed il sogno di Enzo Ferrari di vedere correre le rosse per le strade di Roma diventa giorno dopo giorno un’ipotesi sempre più vicina, salvo ovviamente che i big la smettano di litigare per tirare ragioni e prezzi e tornino a lavorare seriamente a favore di questo sport.

Ovviamente sono molte le gatte da pelare, prima fra tutte Monza, al quale il senatore del Pdl Andrea Augello prova a dare delucidazioni: “Mi limito a ritenere improbabile la data del 2011 come un riferimento utile per calendarizzare il primo gran premio di Roma, che invece potrebbe svolgersi nel 2012” ha precisato. “Quanto a Monza, sono mesi che andiamo ripetendo che Roma - conclude Augello - non è un'alternativa all'attuale gran premio d'Italia ma soltanto un valore aggiunto. Almeno in questo le notizie riportate in Gran Bretagna mi sento di confermarle”.

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