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Fernando Alonso parla dell'incidente di Montmelò: "Ho avuto uno shock, ma non ho perso la memoria"

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di Raffaele Natali

Un episodio che è stato avvolto dal mistero per un mese intero, ma ora dopo il lungo silenzio è lo stesso Fernando Alonso a parlare di quanto accaduto nei testi di Montmelò: il pilota spagnolo lo fa proprio alla vigilia del Gran Premio di Malesia, quello che lo vedrà di nuovo protagonista dopo il forfait di Melbourne. L'ex ferrarista ha ricevuto l'ok da parte dei medici ed è pronto a tornare in pista per l'appuntamento di Sepang: al contrario delle voci che avevano parlato di problematiche serie per il suo futuro, non ci sono dubbi sulla sua presenza nel prossimo GP.

Rivelazione shock, Alonso perde la memoria: "Corro sui kart e..."

I controlli hanno dato esito negativo e lo stesso Alonso ci ha tenuto a dare qualche dettaglio in più su come ha vissuto l'incidente di Montmelò: "Mi ricordo tutto. Non voglio entrare nei dettagli, perché sarebbe troppo lungo. Ero cosciente. Ho perso conoscenza in ambulanza o in clinica, per circa quattro ore, ma i medici dicono che è normale a causa del farmaco che mi hanno fornito in elicottero. Ho avuto un grande shock, ma sono stato ricoverato in ospedale in buone condizioni".

Il campione iberico ha voluto anche smentire l'indiscrezione secondo cui subito dopo l'impatto, fosse convinto di essere nel 1995: "Non mi sono svegliato pensando di essere nel 1995, non ho iniziato a parlare italiano e non ho fatto tutte quelle cose di cui si è detto. Mi ricordo l'incidente e ricordo tutto il giorno successivo".

Guarda il video postato da Fernando Alonso a poche ore dal Gp di Malesia

Alonso ha anche formulato una sua ipotesi sulla vicenda, parlando anche della polemica sorta nei confronti della McLaren (per la verità, ufficialmente non c'erano state dichiarazioni che testimoniassero una rottura tra il team e il pilota): "Malore? Se ci sono gravi problemi medici o se si sviene di solito la macchina prende tutt'altra traiettoria, non chiude all'interno. Parte della confusione nei primi 3-4 giorni deriva dalla agitazione che c'era all'inizio perché c'era tanta tensione e stress, io non avevo ricordi precisi e non potevo dire niente. C'era l'emergenza di dire qualcosa. Mi fido ciecamente del team. Per un mese hanno esaminato tutto, simulato gli sforzi, fatto tantissimi test e cambiato tutte le parti su cui avevano dei dubbi. Dopo questi controlli abbiamo la macchina più sicura della storia".

Una battuta anche sull'ipotesi del vento: "La versione di un colpo di vento? No, neanche un uragano avrebbe spostato la macchina a quella velocità..."

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