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Fiorenzo Magni è morto: addio al rivale di Coppi e Bartali. Vinse 3 Giri d'Italia

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Fiorenzo Magni è morto poche ore fa all'età di 92 anni.
Fu uno dei più grandi ciclisti italiani del dopoguerra: quel ciclismo"epico" fatto di strade melmose e polverose, di fatica e tubolari portati a tracolla, di un pubblico che si riversava in massa sulle strade, pronto a sostenere i ciclisti stremati dalla fatica, a offrire loro una bottiglia d'acqua, un foglio di giornale per ripararsi dal freddo, un secchio d'acqua per allievare il caldo del sole cocente; quel ciclismo epico che contribuì in modo determinante alla rinascita sentimentale e umanari di un Paese devastato dalla guerra, che si preparava al "riscatto".

La sofferenza e le gesta di quegli anni sono ben rapresentate anche da Magni, che nel Giro d’Italia del 1956, cadde e si fratturò una clavicola. Non volle ritirarsi, ma al contrario, si rialzò e continuò a pedalare nella cronoscalata del San Luca, stringendo fra i denti un tubolare agganciato al manubrio che gli consentiva di rimanere in equilibrio e sentire meno il dolore.
Magni terminò quel Giro al secondo posto, dietro Charly Gaul.

Professionista dal 1940 al 1956, Magni fu un grande rivale di Fausto Coppi a Gino Bartali, e nonostante gareggiasse con due "cannibali" divoratori di Giri d'Italia e Tour de France di quegli anni, si ritagliò la sua fetta di storia, vincendo 3 Giri d'Italia nel 1948, 1951 e 1955.

Fu soprannominato “Leone delle Fiandre” grazie a tre brillanti vittorie consecutive in Belgio, dal 1949 al 1951, conquistate con le sue note caratteristiche di discesista e passista.
In quegli anni, vinse anche 3 Campionati assoluti, 3 Giri del Piemonte, 3 Trofei Baracchi, e arrivò secondo ai Mondiali del 1951, dietro lo svizzero Ferdi Kubler e al Giro d’Italia del 1956, dietro Charly Gaul.

Gli dicevano spesso: "Se non ci fossero stati quei due, chissà quanto avresti vinto di più...", ma lui rispondeva pacato: "Al contrario, proprio grazie a Gino e Fausto le mie imprese acquistarono ancora più valore".

Dopo il ritirò, è rimasta una voce storica del ciclismo, spesso ricercato e intervistato in occasione delle grandi gare a tappe.

E' stato anche Commissario tecnico della Nazionale, presidente dell’Associazione corridori e presidente della Lega del Professionismo.
Nel 2004, fu insignito del "Collare d’Oro al Merito Sportivo".

Video Fiorenzo Magni, il "leone delle Fiandre"

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