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Formula 1 2013, Ferrari: alla scoperta dei segreti del "remote garage"

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Lui si chiama Neil Martin e da due anni e mezzo vive durante i Gran Premi il suo climax da direttore del "remote garage", una sorta di centrale operativa, situata in via Alberto Ascari a Fiorano, dalla quale i cervelloni al servizio della Ferrari riescono ad aiutare Alonso e Massa a svolgere al meglio il loro compito. Un lavoraccio che riesce a dare sempre i suoi frutti. Nel 2012 l'iberico ha guadagnato in media tre posizioni tra qualifica e gara e il brasiliano una e mezza.

Intervista a Montezemolo, il video

Nessun particolare viene lasciato al caso, così Alonso e Massa sanno sempre di poter contare sugli angeli custodi del "garage virtuale", anche nei momenti più delicati della contesa, tra avversari, stop ai box, problemi meccanici e safety car.

"Solo fino a qualche stagione fa", spiega Neil Martin, nel 2010 strappato alla Red Bull "era tutto più semplice, ognuno pensava alla propria macchina e la sola cosa che contava era andare più veloce di tutti".

"Oggi", continua Martin in una intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport "E' tutto diverso. Bisogna tener conto di tutta una serie di parametri dal degrado dei pneumatici e dalle condizioni ambientali, sino a considerare quanto tempo si perde in una sosta ai box".

Il Gran Premio inizia con la scansione di tutte le informazioni relative al tracciato, il meteo, le mescole a disposizione, il tipo di asfalto con cui ci si andrà a confrontare. "L'uso della statistica è fondamentale", dichiara Martin. Durante prove, qualifiche e gara "I nostri dati vengono confrontati in tempo reale con le prestazioni delle macchine".

Il "Garage virtuale" è diviso in due. "Da un lato monitor che tengono d'occhio le due auto sulla pista, dall'altro tv che trasmettono immagini molto simili a quelle guardate comunemente a casa". Le informazioni ricevute dagli autodromi vengono processate e ritrasmesse "si lavora in tempo reale. Doifficoltà di comunicazione? Nessuna, slo dall'Australia c'è un ritardo che abbiamo quantificato in 600 millesimi di secondo". Il contatto con i box è costante e ogni pilota ha il suo tecnico virtuale: Massimo Atzori per Fernando Alonso, David Lloyd per Felipe Massa.

"Il momento di maggior stress? Forse le qualifiche, quando tieni i tuoi piloti ai box, sapendo bene che stai attendendo la finestra migliore, e vedi gli altri scavalcarli nella lista dei tempi. Ma noi facciamo di tutto per avere sempre calma e sangue freddo".

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