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Gli All Blacks insegnano rugby ai detenuti del Beccaria

Il grande rugby è tornato di scena, e protagonisti ancora una volta sono gli All Black. Dopo il match con l’Italia a San Siro, duro test che gli azzurri hanno sfruttato anche come prezioso allenamento che ha portato alla vittoria su Samoa per 24-6, alcuni giocatori della nazionale neozelandese sono tornati a Milano per un’opera di solidarietà a favore dei ragazzi detenuti nel carcere minorile Beccaria.

Stephen Donald, Liam Messam, Neemia Tialata, Jerome Kaino e Antony Boric si sono allenanti insieme alla squadra di rugby del carcere dove i ragazzi hanno potuto giocare a rugby e ascoltare i preziosi consigli di coloro che sono considerati, per gioco e tradizione, i più grandi rugbisti del mondo. Tutto questo per realizzare il progetto lanciato dalla As Rugby Milano e sostenuto da Adidas, Edison e Iveco: «Il senso di una meta».

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Ignazio Merlo, allenatore della squadra del carcere minorile Beccaria si è detto entusiasta di questa iniziativa, soprattutto perché lo sport è un mezzo concreto per aiutare i ragazzi che arrivano da realtà emarginate a riprendere in mano la propria vita: «Siamo alla seconda stagione – spiega –. In un carcere minorile il "turnover" è costante e attualmente all'attività partecipano una dozzina di elementi, dai 16 ai 19 anni, ma in tutto sono 35 quelli che hanno provato l'esperienza: italiani, nordafricani, sudamericani, rom. Due di loro, una volta usciti, sono venuti a giocare nella nostra società. Un altro lavora alla Milanocarri, concessionaria Iveco».

Gli fa eco anche il direttore del Beccaria, Sandro Marilotti: «La valenza educativa di questa iniziativa è molto forte – osserva il direttore del Beccaria,– e la determinazione dei volontari è encomiabile. Tra i ragazzi c'è chi non salta un allenamento». «Nel rugby – commenta infine Andrea Prandi, direttore relazioni esterne di Edison – si trova una serie di valori che sarebbe importantissimo trasferire a chi ha sbagliato strada. Come sponsor del Coni, oltre che della Fir, siamo molto vicini allo sport, ma diciamo che è anche importante andare oltre e continuare a seguire questi giovani in una fase di inserimento nella società».

Ancora una volta un applauso agli All Blacks, tra l’altro così entusiasti nel vedere l’impegno dei ragazzi nel tentare di sfondare il loro muro da lasciarglielo fare divertiti, che come sempre ci ricordano il valore ed il rispetto al quale lo sport dovrebbe essere sempre indissolubilmente legato.

 (foto © LaPresse)

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