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Gli Usa sempre più forti, è solo una “questione di tempo”

Quando si è tifosi, ma anche semplicemente amanti dello sport come il sottoscritto, è normale che spesso nascano delle riflessioni, e come spesso accade, esse nascono con qualche amico, una birra gelata ed una partita alla televisione.

E’ esattamente quello che è successo guardando la semifinale di Confederation Cup tra Spagna e Usa, e rimanendo basiti dal punteggio finale. Due premesse importanti: la prima è che la Spagna ha dominato dall’inizio alla fine, e la seconda che tutto sommato meglio così, altrimenti poi gli spagnoli si sentivano troppo superiori a noi, cosa che, anche se con il sorriso un po’ da fastidio.

Ma il punto non è nemmeno tanto il risultato, e neppure il calcio, perché infondo in questo canale di Excite si parla di sport ma non di calcio, c’è infatti già qualcun altro che lo fa alla grande, qui si parla di genetica. Infatti ad un certo punto, sempre nel contesto di birra partita ed emozioni da tifosi, esce una riflessione che ha alzato le mie antenne di giornalista. “E’ solo questione di tempo e diventano più forti di noi…”.

All’inizio accolta con un sorriso, questa frase ronzava nelle mie mente per tutta la notte, perché questa frase ha dentro di sé qualcosa di vero. In tutti gli sport gli americani dominano a livello Mondiale (salvo il ping pong forse), o comunque ottengono grandi risultati, una sorta di predisposizione alla vittoria, che inevitabilmente andrà a toccare anche il calcio prima o poi, “è solo questione di tempo”.

Lasciamo stare sport come hockey o football dove non c’è storia, anche perché per tradizione sono sport americanissimi, parliamo , tanto per cominciare di basket, o meglio di Nba, il campionato più belle al mondo dove chiunque vorrebbe giocare, e dove non c’è storia a livello internazionale, i migliori giocatori al mondo vengono dagli Usa.

Certo troppo facile parlare di basket qualcuno penserà, bene passiamo al tennis, le sorelle Williams vi dicono qualcosa? Americanissime e potenti, tecniche, precise e spocchiose quando basta. Il tennis non basta? Bene, parliamo di golf , Tiger Woods, anche qui indiscutibilmente il numero 1 del mondo, anche qui statunitense.

Inizierete a capire che la cosa si fa interessante, e per rilanciare chiamo in causa Michel Phepls, il migliore nuotatore del mondo, come lui nessuno mai ha fatto prima, e anche lui viene da li, da Baltimora, USA. Ora non vorrei esagerare parlando di atletica, anche perché il fenomeno Bolt in questo momento oscura chiunque, ma di certo non oscura la gloria di Michael Johnson, il più grande velocista di una recente storia passata.

E via dicendo perchè l’elenco è lunghissimo, ma l’elenco si ferma quando si parla di motori, perché sulle due e quattro ruote la storia cambia, qui i nomi sono ben diversi e anche decisamente italiani, perché Valentino Rossi non lo prende nessuno, e nemmeno quella Ferrari che con Michael Schumacher vinse tutto.

Il punto probabilmente è la loro fisicità, la loro potenza genetica nella propulsione sportiva, il loro attaccamento alla maglia e allo stesso il mix culturale che vive all’interno di questa nazione, dove a seconda di quale sia la disciplina esiste sempre un campione, o più campioni, che possano soddisfarne le esigenze a livello fisico.

Il punto della questione è che, se da una parte fa piacere e sorridere, nonostante lasci con la bocca aperta, vedere la fortissima Spagna cadere sotto i colpi degli Usa su un campo da calcio, c’è da stare bene attenti, perché adesso forse è stato un caso, ma c’è metterci una mano sul fuoco che presto saranno molto competitivi, è solo una “questione di tempo”…

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