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I Santi in paradiso, il Super Bowl è di New Orleans

Che spettacolo! il Super Bowl 2010 è stato incredibile, ma soprattutto lo è stato il risultato che avrà fatto alzare gli scommettitori dalle sedie in tutta America. La finale, l’evento più atteso dagli States, si è consumato in notte da leoni dove a farla da padroni sono stati, contro i pronostici, contro la sfortuna e contro il ricordo di quel maledetto uragano Katrina, che nessuno dimentica, i New Orleans Saints.

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Una partita tesa, fatta di grande gioco e non di difese aperte in due come in molti si aspettavano. Le differenze in campo c’erano eccome: gli Indianapolis Colts avevano nel mirino questo obiettivo e l’alta qualità dei singoli giocatori in campo avrebbe dovuto fare la differenza, soprattutto le mani del quarterback avrebbero Peyton Manning (il migliore della stagione a detta di tutti), ma alla fine il gruppo e la voglia di vincere dei Santi, trascinati dal loro qb Drew Brees hanno fatto la differenza.

31-17 il risultato finale, con Brees appunto eletto Mvp della serata, raggiungendo un vero e proprio record nel Super Bowl, 32 passaggi completi su 39 effettuati, senza contare quei due palloni magici, perfetti, che mandano in touch down Thomas e Shockey dopo 288 yard, roba da far sgranare gli occhi a mezza America. Come fa anche il kicker Garrett Hartley che nella notte dei record non si fa mancare il suo personale, trasformando tre field goal su tre, tutti da oltre 40 yard, proprio quando nel primo quarto la sua squadra, sotto per 10-0, ne aveva più bisogno.

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L’intervallo come sempre è uno dei momenti più attesi ed sessantacinquenni Roger Daltrey e Pete Townshend, chiamiamoli ancora ‘The Who’, non deludono, ma il match chiama e la tensione è alta. Con Indianapolis avanti all’inizio del secondo tempo, l’allenatore di N.O. Payton, dà l’ordine di effettuare un side-kick e tutti un po’ lo prendono per pazzo, se non fosse che la mossa paga perché in un attimo i Saint si portano sotto e addirittura effettuano il sorpasso con una lancio spettacolare del solito Brees che trova Thomsa ed il Touch Down del 13-10. Ma Indy non ha alcuna intenzione di mollare, soprattutto Manning che fa vedere uno dei suoi colpi, ovvero un lancio fatto col calibro che trova Addai in posizione perfetta per correre al TD del 17-13, subito accorciato per però da un calcio di Hartley che porta il discorso sul 17-16.

A questo punto però succede l’imprevedibile, i Colts cominciano a fare una serie di errori: prima sbaglia un lungo e non facile FG Stover a cui risponde Shockey con il Touch Down del 22-17, ma quello che fa battere i cuori dei tifosi dei Saints è l’intercetto di Porter su Manning che fissa il punteggio sul finale 31-17. Le mani di Brees hanno fatto la differenza e l’America lo vede alzare la Coppa con suo figlio in braccio: ‘Abbiamo giocato per molto di più che noi stessi: per la squadra e per la nostra città’, queste le sue parole tra le lacrime. Gli Sates hanno dei nuovi campioni, mani alte al cielo per i New Orleans Saints.

 (foto © LaPresse)

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