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Italia-Sudafrica 6-22: gli azzurri di Brunel crollano nel finale

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L’Italia di Jacques Brunel ha chiuso la sua serie di test match con una sconfitta, per 22-5, contro i numeri due del ranking mondiale, il Sudafrica di Oosthuizen e Vermeulen. La partita si è giocata davanti ad oltre trentamila spettatori all’Euganeo di Padova una delle culle storiche del rugby tricolore. E’ stata una partita che ha dato sicuramente buone indicazioni al coach francese, ma che ha mostrato, ancora una volta, quelli che sono i limiti atavici del nostro movimento rugbistico.

Nell’Italia c’è da registrare l’esordio di Sameula Vunisa che ha giocato con il numero sette portando a casa comunque una buona prestazione. Partono bene gli azzurri che pressano gli Springboks nei propri cinque metri senza, però, trovare il varco vincente. Per sbloccare il risultato c’è bisogno del calcio diretto di Haimona. Il vantaggio scuote gli ospiti che reagiscono furiosamente ed impiegano solo quattro minuti per pareggiare. Anche in questo caso si tratta di un calcio ed è ad opera del biondo Lambie.

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L’Italia prova a sorprendere i colossi africani con un gioco alla mano veloce e molto vario. Soprattutto la squadra di Brunel si batte su tutti i palloni e gioca a viso aperto. Quando il Sudafrica spinge, però, si vedono tutte le differenze fisiche e tecniche tra le due squadre. A metà primo tempo è Oosthuizen a schiacciare in meta dopo una pressione prolungata. Lambie fallisce la trasformazione e si resta sull’8-3 per gli ospiti.

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Un break azzurro permette ad Haimona di accorciare le distanze con un altro calcio da poco più di venti metri. Si chiude così il primo tempo. Nella ripresa gli azzurri ci provano ancora con una partenza sprint e piazzano anche un paio di ripartenze stile calcistico che infiammano il pubblico. Sono gli ultimi venti minuti a decidere il match. Carr imbecca Reinach che allarga il divario portandolo sul 13-6. Il subentrato Pollard trasforma e si va sul 15-6.

L’Italia non ne ha più e nonostante una strenua resistenza, ed una pressione coraggiosissima alla ricerca della meta, deve capitolare ancora una volta a tempo quasi scaduto. Questa volta è Pollard a lanciare Habana in meta e poi a trasformare il calcio piazzato. Il punteggio finale recita 22-6 per il Sudafrica. Prestazione decorosa, anche più che decorosa, ma come accade sempre con i top team mondiali nella ripresa, o negli ultimi 20-30 minuti, c’è il crollo. Non riusciamo a salire l’ultimo gradino, quello che ci separa dall’elite del rugby. Nuova Zelanda a parte.

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