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Ivan Basso, intervista ad Excite durante il Giro d'Italia: 'Nibali? La maglia rosa gli sta a pennello'

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di Giuseppe Latorraca

Ha dovuto rinunciare a correre un Giro d'Italia da favorito.
Ivan Basso, vincitore del “Giro” nel 2006 e nel 2010, ha accusato un accesso perineale nel soprassella mentre stava effettuando gli ultimi test ed allenamenti in Campania ad appena due giorni dalla partenza del Giro 2013 (lo scorso 4 maggio).
Una cisti grande quanto una pallina da golf (formatasi nell'ultima settima prima del Giro) non gli permetteva di salire in sella.
E a malincuore, Basso ha dovuto rinunciare ad essere uno dei sicuri protagonisti della “Corsa rosa” di quest'anno.

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Passista-scalatore e cronoman, Ivan il terribile ha vinto due Giri d'Italia (edizioni 2006 e 2010) e raggiunto diversi piazzamenti al Tour de France, come il 2° posto in classifica generale nel 2005 e un 3° posto nel 2004.

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E mentre si sta correndo un Giro d'Italia spettacoalre, Excite ha contattato Ivan Basso per un'intervista esclusiva che proponiamo

1. Con la tua  esclusione, il Giro ha perso un sicuro protagonista. Cosa è successo la settimana scorsa? Come procede il recupero?
"Una cisti al “soprasella” mi ha bloccato prima della corsa che amo di più ma che non potevo percorrere assolutamente con questo problema. Non posso recriminare per la mia esclusione. Non potevo fare nulla di più o di diverso".

2. Hai visto le prime tappe del Giro? Chi è il tuo favorito alla vittoria finale?
"Sto seguendo con estremo interesse il Giro perchè è una corsa meravigliosa. Tanti colpi di scena, attacchi cambiamenti di leader fin dall’inizio. Non ho un favorito ma credo che a Nibali, che ha già vinto una Vuelta ed è arrivato 2° al Giro e 3° al Tour, la maglia rosa stia a pennello. Nulla è però scontato. Evans è esperto e tenacissimo, Gesink non si è mai visto ma è sempre stato lì, Scarponi è stato la sorpresa della crono e ama le salite. Ma attenzione: non escludo nemmeno Pozzovivo, Pellizzotti e Sanchez, che ora avranno più libertà perchè sono più indietro in classifica"

3. Tu hai vinto tanto in carriera. Su tutti, il Giro d'Italia nel 2006 e nel 2010. Quali i tuoi prossimi obiettivi sportivi?
"A causa dei miei problemi fisici non so ancora se quest’anno potrò disputare Tour o Vuelta, ma so per certo che voglio essere al Giro 2014 e anche 2015!"

4.Ci indichi un giovane emergente da tenere d'occhio?
"Elia Viviani della mio team Cannondale Pro"

5. Quanto sono importanti tua moglie e i tuoi tre figli per la tua carriera professionale?
"Direi fondamentali. Sono loro la mia linfa vitale e mi regalano continue motivazioni e voglia di andare avanti e non mollare mai."

6. Cosa consiglieresti ad un giovane che si avvicina al ciclismo?
"Di allenarsi bene e sempre, affidandosi ad un team di professionisti. La bici non perdona gli impreparati ma non bisogna assolutamente abbattersi alle prime difficoltà. Il ciclismo è sofferenza pura ma regala anche tantissime soddisfazioni e, per me, è lo sport più bello che ci sia."

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