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La Caja Magica del “vampiro” Ion Tiriac

Tennis e affari, un connubio fantastico date le potenzialità di questo sport e la fama raggiunta dagli atleti ai massimi livelli, se poi a giostrare il tutto c’è un imprenditore, ex sportivo, e universalmente riconosciuto come un genio per la sua creatività, allora il mix potrebbe davvero essere esplosivo.

Ed ecco qui, ancora una volta Ion Tiriac, e pace a chi ancora non dovesse conoscerlo o magari se lo fosse scordato, tanto bastano due parole per far capire chi sia quest’uomo di settant’anni , vera e propria fucina di idee. Prima un discreto tennista arrivato per tre volte in finale di Coppa Davis doc (“E se avessi anche saputo giocare sarei stato il numero 1…”), famoso per i suoi baffoni e la sua furbizia tipica di un vero tran silvano doc, poi coach di grandi tennisti come Vilas, Panatta e Becker, e poi sempre di più, grande uomo d’affari e profondo conoscitore del businnes, presidente del comitato olimpico della Romania e organizzatore degli eventi sportivi più belli.

Se questo non vi basta potete consultare il web e rimanere sorprese delle meraviglie apportate da questo genio (ancora si deve capire se del bene o del male) al mondo del tennis, l’ultima idea che ha partorita già sta facendo tremare le gambe agli organizzatori di tornei di tutto il mondo, soprattutto a quelli di Parigi.

Tre centrali con tetto retrattile, raccattapalle-modelle e campi in terra blu, questa è l’idea, idea che sta prendendo forma a Madrid, la capitale della Spagna che rischia di diventare da qui ad un anno la nuova capitale del tennis, o quantomeno uno Slam importante così importante e slegato dalle tradizioni classiche da essere una era e propria rivoluzione: “Il quinto Slam? Non voglio che Madrid diventi uno Slam. Voglio che diventi qualcosa di meglio di uno Slam” .

L’Italia l’ha snobbato, il nostro paese retrogrado e noioso non era pronto per un rivoluzionario come lui, uno che è disposto a rimanere in mutande pur di realizzare il proprio progetto, e così è scappato a Madrid, facendo la fortuna tennistica di questa città: “Nessuno può gestire un torneo meglio di me. In questi anni ho già trasformato l’Open di Madrid in uno dei più grandi eventi sociali d’Europa” .

La cosiddetta “Caja Magica”, o meglio la “Scatola Magica” , è il nome del meraviglioso impianto che ospita i 17 ettari complessivi coperti dall’impianto contiene tre campi tutti dotati di tetto retrattile – da 12.500, 3500 e 2500 posti – più altri 4 campi secondari e 8 di allenamento realizzati in una terra battuta colorata clamorosamente di blu invece che di rosso, anche se questa idea non piace a tutti: “L’Atp ancora non mi ha concesso di usarla per le partite, e ci sono giocatori come Nadal che non la gradiscono”, ha concluso il vampiro Tiriac. “Ma il terreno è uguale a quello dei campi in terra rossa, e l’anno prossimo vedrete…”.

Eh già vedremo…d’altronde con Tiriac di mezzo può accadere davvero di tutto!

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