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La Semenya non si arrende: ‘Corro a Saragozza’

Caster Semenya, l’atleta al centro delle polemiche sulla sua sessualità dopo la vittoria nei Mondiali di Berlino, si dice convinta: ‘Posso partecipare a competizioni femminili. Con il mio allenatore e il mio agente ho deciso che tornerò a gareggiare nel meeting di Saragozza in programma il 24 giugno’.

Il punto però è che intorno a lei si sta l’ennesimo pasticcio burocratico, tutto a causa della Iaaf, la federazione internazionale: appurato infatti che l’atleta sarebbe affetta da una forma di ermafroditismo, lei ha avuto l’ok per correre dall'Asa, la federazione sudafricana, ma non dalla Iaaf, dalla quale si attendono da quasi un anno ormai i risultati sulle sue analisi.

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Penso che la decisione di impedirmi di gareggiare la scorsa settimana a Stellenbosch sia stata scorretta ed errata. Ho preso in considerazione la richiesta della federatletica sudafricana - ha detto ancora - secondo cui dovrei aspettare le conclusioni dei procedimenti della federazione internazionale, attese per l'inizio di giugno, prima di tornare a competere’. Intanto l’Asa, continua Caster ‘si assicurerà che la Iaaf porti a termine i procedimenti per l'inizio di giugno. Mi fido, la federazione si comporterà in modo dignitoso e terrà fede alla propria parola. Ho anche dato mandato ai miei legali di chiedere alla Iaaf la conferma relativa al completamento delle procedure per l'inizio del mese di giugno’.

Insomma speriamo, perché questa telenovela sembra davvero destinata a non finire mai: ‘Sono fiduciosa – conclude la Semenya -. Con il mio allenatore e il mio agente ho deciso pertanto che tornerò a gareggiare nel meeting EAA il 24 giugno. Ribadisco che in base alle indicazioni mediche e legali, sono fermamente convinta che non esistano elementi tali da impedirmi di partecipare alle competizioni femminili di atletica leggera’.

 (foto © LaPresse)

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