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La storia della Coppa -2

«Non c'è nessun secondo, Maestà» è la frase che la tradizione ha messo in bocca a chi annunciò alla Regina Vittoria l'arrivo, ma lei non se ne interessò più di tanto, felice di premiare al più presto qualcuno con quella brocca un po’ pacchiana, costata ben cento ghinee soltanto perché era stata cesellata con quasi quattro chili d'argento. Eppure la brocca piacque molto agli americani che l'avevano vinta e in un primo momento decisero che l'avrebbero tenuta un anno per ciascuno, per mostrarla agli amici, poi volevano fonderla per coniare medaglie da tenere in ricordo della vittoria. Alla fine prevalse l'idea di donarla al New York Yacht Club che l'avrebbe messa in palio per una regata internazionale. Così, dopo diciannove anni, nel 1870 gli inglesi si presentarono con il «Cambria» a reclamare il loro diritto di sfida, ma furono battuti da ben nove barche che li precedettero sul traguardo in una regata di flotta in cui furono vittime di una serie infinita di angherie e di una condotta di squadra che li mise fuori gioco fin dai primi bordi. Il Deed of Gift, l'atto di donazione con cui i soci avevano ceduto il trofeo al Club, non prendeva in considerazione il savoir faire e gli americani lo presero sempre alla lettera rivolgendo il regolamento sempre in loro favore. « Accettiamo la sfida a patto che la barca raggiunga la baia di New York dal paese di origine, con i propri mezzi» fu la clausola che accompagnarono all'accettazione della sfida, ed agli inglesi toccò fare buon viso a cattiva sorte.

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