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Lakers-Celtics, ci siamo! Ecco l’analisi dei protagonisti

In attesa di giovedì notte quando si disputerà gara 6 della finale Nba, nel day after della partita vinta dai Celtics che è valsa il punto pesantissimo del 3-2 sono tante le analisi che i protagonisti fanno del match, cercando di capire cosa non ha funzionato da una parte, ed i meccanismi che hanno portato alla vittoria dall’altra.

Phil Jackson, coach dei Lakers, ha le idee ben chiare su ciò che in gara 6, a questo punto già determinante, proprio non si dovrà ripetere: ‘Credo che la partita sia cambiata nel terzo quarto, loro hanno cambiato marcia e ci hanno distanziato. Siamo riusciti a riavvicinarci, poi però abbiamo commesso qualche errore di troppo e siamo andati sotto di 10 punti. Kobe ha fatto fatica nel primo tempo, poi nell’intervallo ha cambiato la fasciatura sulla caviglia e nella ripresa ha giocato molto meglio. I Celtics hanno tirato con percentuali eccellenti, però noi li abbiamo aiutati concedendo troppi tiri comodi’.

Stesso discorso per Doc Rivers, coach di Boston, naturalmente a aprti invertite: ‘Pierce ha giocato una partita stupenda. Ha attaccato il canestro proprio come gli avevamo chiesto e ha realizzato tiri importanti. Avevamo bisogno del suo contributo questa sera e lui ha risposto alla grande. Questa per noi era la partita più importante della serie, adesso dobbiamo pensare di andare a Los Angeles per vincere gara-6, non dobbiamo assolutamente pensare di avere un match point a disposizione. La partita che dobbiamo vincere è gara-6. Sappiamo che loro giocheranno alla grande davanti al loro pubblico ma allo stesso tempo sappiamo di essere una squadra che sa esprimersi molto bene in trasferta.

E poi ci sono i giocatori, da una parte Kobe Bryant, stella dei Lakers autore di 38 punti in gara 5: ‘Questa partita l’ho già dimenticata, adesso sono concentrato su gara-6. Siamo sotto 2-3 e dobbiamo vincere le prossime due partite, non ci sono alternative. Questa partita l’abbiamo persa in difesa, abbiamo regalato troppi layup al loro attacco. Non possiamo concedere il 56% dal campo a una squadra solida come i Celtics’.

Dall’altra invece tutte le stelle di Boston che, a differenza di ciò che accade nei Los Angeles, fanno del proprio gruppo l’arma in più, ben coordinati dal capitano Paul Pierce: ‘Ho cercato di essere aggressivo e dopo aver realizzato un paio di canestri i miei compagni hanno iniziato a cercarmi con regolarità e coach Rivers ha chiamato qualche giocata in più per il mio tiro. Sapevamo l’importanza di questa partita, non volavamo andare a Los Angeles sotto 3-2. La frase che ho detto dopo gara-2? Non volevo essere arrogante, credo che in quella situazione un giocatore debba pensarla in quel modo. Devi essere convinto di poter vincere tutte e tre le partite che giocherai in casa’; Rajon Rondo: 'Siamo in vantaggio 3-2 ma naturalmente la serie è ancora apertissima. Loro sono i campioni in carica e venderanno cara la pelle. Noi sappiamo giocare bene in trasferta e in gara-6 dobbiamo riuscire a tenere alta la concentrazione per tutti i 48 minuti'; Kevin Garnett: ‘Sono molto soddisfatto di come abbiamo difeso. Kobe quando è in vena è assolutamente immarcabile, devi solo provare a stargli vicino e sperare che sbagli. Gara-6 sarà la partita più importante della stagione, se non quella più importante della carriera di molti di noi. Non sarà facile, loro giocheranno davanti al loro pubblico e saranno caricatissimi, noi però abbiamo grande fiducia nei nostri mezzi’.

L’America tiene il fiato, ancora 48 ore e si potrebbe avere il nome del vincitore del titolo Nba 2010, oppure l’attesa snervante potrebbe prolungarsi fino a gara 7. I giochi sono apertissimi, qui non ci si gioca solo il titolo, in America certe faccende sono questioni d’onore.

Foto. Nba.com

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