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Le donne in cima al mondo, la Piccinini si racconta

Le azzurre della pallavolo sono campionesse d’Europa, e in questo mondo in cui ancora le donne sono spesso discriminate ecco che nella nostra Italia, il cosiddetto sesso “debole”, sta dando sempre maggior controprova del fatto che donne e sport sono un binomio sempre più perfetto.

Quella della nazionale di volley è stata solo l’ultima delle imprese al femminile alle quali le nostre atlete ci stanno abituando, prima è toccato a Federica Pellegrini stupire il mondo con i suoi record e a Tania Cagnotto e Beatrice Adelizzi ipnotizzarci con le loro movenze, poi è arrivata Flavia Pennetta che a suon di racchettate si è conquistata la top ten nel mondo del tennis, e ancora Tatiana Guderzo, campionessa del mondo di ciclismo e ora questa nazionale di volley che ha regalato la seconda magia in 2 anni.

Guarda gli scatti più sexy di Francesca Piccinini

Tra di loro, il gruppo delle donne super mai battute all’Europeo c’è una mamma, la Gioli, la schiacciasassi cubana Tai Aguero, la regista sempre perfetta nel suo trucco, la Cardullo, la capitana, Lo Bianco e poi lei, Francesca Piccinini, forte, fortissima, da 15 anni in questa nazionale, da sempre una bandiera ed un esempio, che oggi si è raccontata in una bella intervista al Corriere della Sera.

Per Francesca è il secondo oro, una faticaccia ma ora ha tutto un sapore diverso: «Sono stati quattro mesi di avvicinamento all’Europeo intensi e lunghissimi. Confermarsi da favorite era la nostra sfida. Alla faccia della modestia, siamo state grandissime». Grandissime soprattutto perché le azzurre hanno dimostrato di essere un gruppo davvero unito con dei valori ben fissi in mente: «Il gruppo. La voglia. L’umiltà. Andare insieme oltre tutte le difficoltà, e ce ne sono state, riuscendo sempre a sdrammatizzare».

Alla soglia dei trent’anni in alcuni cambiano le ambizioni, ma non nella Piccinini: «Ho vinto tanto, ma ogni volta è come la prima. Che sia un campionato, un Mondiale o un Europeo, per me tutto ha lo stesso sapore. Questo oro è una gioia fantastica che non appaga mini­mamente il mio desiderio di con­tinuare a vincere, sia chiaro».

Merito delle ragazze certo, ma anche di un coach, ct Barbolini, che amalgamato un gruppo con evidenti problemi riscontrati dopo l’Olimpiade: «Massimo è una persona speciale, sa sempre cosa dire e fare al momento opportuno. Non è invadente, rispetta la nostra privacy, non ci mette pressione, sa leggere i nostri umori e ci trasmette fiducia. E poi sa che prima che atlete siamo donne, e Massimo lo sa be­nissimo. È il dialogo aperto, su tutto, una delle chiavi del nostro rapporto».

Ora l’obiettivo è di sicuro l’Olimpiade: «Ehhh, magari: sarebbe storico. Ne riparliamo a Londra 2012, la mia ultima Olimpiade. Avrò 33 anni. Smettere con l’oro al collo sarebbe un sogno», e poi…? «Poi farò la mamma. Per il volley faccio il sacrificio di rimandare il desiderio di una famiglia».

Infine una battuta sui maschi, in Italia ultimamente surclassati dalle imprese femminili: «I maschi hanno dimostrato tanto negli ultimi anni, ma adesso stiamo andando meglio noi. Portiamo in alto la bandiera italiana e siamo orgogliose di questo. È che noi donne siamo più determinate, ci sorreggono gli astri e le stelle: io sono Capricorno, quindi testarda e dura». Eh si, si è proprio visto…

 (foto © LaPresse)

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