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Le Regole Base della Coppa America - 1

Le regole di base della “Coppa delle 100 Ghinee” hanno origini che risalgono a quasi due secoli fa.
Nel lontano 1851 il Royal Yacht Squadron britannico sfidò con 14 imbarcazioni il New York Yacht Club, che decise di partecipare con lo schooner 'America', in un percorso attorno all'Isola di Wight. America vinse con 20 minuti di distacco, aggiudicandosi la coppa ed il premio di 100 Ghinee. Si racconta che la regina Vittoria, saputo della vittoria di America, avrebbe chiesto quale barca fosse giunta seconda, sentendosi rispondere "There is no second, your Majesty". Da qui nascerebbe il motto dell'America's Cup "there is no second", non c'è secondo. E da qui nasce anche la scelta di regatare con la formula dela match-race, ovvero dell’uno-contro-uno.
Sin dalle prime edizioni venne chiarito che il detentore (o defender) della Coppa avrebbe avuto la scelta del campo di regata, e anche di imporre alcune regole operative, diverse per ogni edizione.
La storia della coppa america è anche costellata di episodi che scatenarono violenti critiche, quando si diceva che le regate si combattevano più in tribunale che sul campo di regata.
a,bando alle ciance, mettiamoci in barca, e vediamo il “Regolamento di Regata”, tralasciando i dettagli sulle stazze, gli equipaggi, i sindacati, le appendici etc…

La Coppa America si svolge come detto con la formula del “match race” ovvero della regata uno-contro-uno. La cosa molto importante di questa formula è che non vince il più veloce, ma…quello che batte l’avversario! Diciamo che con la formula del match-race acquisisce un’importanza relativamente maggiore la componente “tattica e strategica” della conduzione in regata della barca. Se, infatti, in una regata di flotta è importante far andare la barca molto veloce per stare davanti a tutti gli altri, avendo un solo avversario diventa semplicemente più importante …andare più veloce di quello!!!
Una delle particolarità “macroscopiche” della formula del match-race consiste nel fatto che le boe vengono lasciate a dritta (se volete…a destra!) ovvero il campo di regata si percorre in senso orario, al contrario di quanto avviene nelle regate di flotta.
La regata inizia in effetti 5 minuti prima dello “start”, quando la barca giuria (un battello con una bandiera blu issata) emette un segnale acustico di avviso. Nei primi minuti gli equipaggi (che in questa fase sono anche autorizzati a parlare via radio con i rispettivi comitati) studiano il campo e decidono, sulla base delle osservazioni e delle previsioni meteo, quel’è il lato del campo di regata favorito.
Solo da quel momento le due imbarcazioni sono autorizzate ad entrare nell’area delle operazioni, attraversando la linea di partenza “al contrario”.


 
La linea di partenza è delimitata da una boa (boa di partenza o “P”, nei diagrammi), da un lato, e dalla barca giuria, dall’altro. Ciascuna delle due imbarcazioni espone a poppa una bandiera, blu o gialla. L’imbarcazione che espone la bandiera gialla entra dal lato della Barca Giuria, e l’altra naturalmente alla boa. In ogni regata ad ogni barca viene attribuito di volta in volta il lato destro o il lato sinistro dell’ingresso (in accordo con la corrispondente bandiera). Come vedremo questo è rilevante per determinare le precedenze al primo incrocio, quello che tipicamennte si traduce nel dial-up, ovvero con le due barche che stanno, quasi immobili, con la prua al vento e le vele che fileggiano.


 

Durante il pre-partenza sostanzialmente gli equipaggi scelgono (e se ci riescono “conquistano”) il lato del percorso in cui intendono fare la prima bolina, ovvero il bordo che congiunge il “cancello di partenza” con la boa di sopravvento. Tale boa è posizionata esattamente “al vento”, cosicchè per raggiungerla ogni barca deve effettuare una serie di bordi (o “bordeggiare”), facendo una serie di virate. Se le due barche hanno velocità paragonabili e sono abbastanza vicine, si assiste in genere ad uno splendido “duello di virate” (tacking duel).



 
Giunti alla boa di bolina, che si lascia come detto a destra, le barche “poggiano”, issano lo spinnaker o il gennaker, e tornano indietro verso la linea di partenza, o meglio, verso la boa di poppa. Su ogni barca viene issato lo “spinnaker” (o, in funzione delle condizioni del vento e della strategia di regata scelta, il “gennaker”), e le barche procedono per il lato di “poppa”.


  

Nella 32esima AC la boa di poppa è stata sostituita da un “cancello”, ovvero da una coppia di boe. I concorrenti possono passare indifferentemente dall’una o dall’altra. Ciò è stato fatto per aumentare la probabilità di un sorpasso, proprio perché, almeno per qualche secondo, l’inseguitore ha la possibilità di allontanarsi dal leader, e possibilmente di superarlo.
Passata la boa (o cancello) di poppa le barche eseguono una nuova bolina, raggiungono nuovamente la boa, e ripercorrono il lato di poppa, che questa volta si conclude con una linea costituita dalla boa stessa e da un altro battello.
Chi taglia il traguardo per primo…vince! Per il secondo (o per l’ultimo, se preferite) non conta neanche il distacco, che infatti non viene “cumulato” fra una regata e l’altra.
Nei prossimi giorni guarderemo un po’ più da vicino le varie fasi della regata (prepartenza, bolina, tattiche in boa, poppa) e le opzioni che gli skipper hanno per affrontarle, ma non prima di aver capito come i vari contendenti della Loius Vuitton Cup si sfideranno per acquisire il diritto di sfidare il defender Alinghi.

A presto!
Eugenio

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