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L’Italia giovanile del cricket vince l’Europeo, dedica a Bossi

Quando meno te l’aspetti ecco che scopri un’Italia fortissima in uno sport che fin’ora è sempre stato poco considerato nel nostro paese, il cricket. Infatti i giovani della categoria dei ragazzi sotto i 15 anni si sono aggiudicati il campionato europeo divisione II, battendo in finale l'isola di Man per 163 a 59.

E fin qui una splendida notizia, anche se il bello ancora deve venire. Si perché il che il presidente della Federazione italiana cricket, Simone Gambino, ha pensato bene di dedicare la vittoria al Ministro Umberto Bossi, ed il perché è molto semplice: un leghista convinto? No semplicemente perché la nazionale azzurra dei piccoli campioni è composta quasi totalmente da figli di immigrati dall'Asia (Sri Lanka, Bangladesh, India e Pakistan).

«È il primo titolo europeo nella storia del cricket italiano», esulta Gambino per il successo in finale contro «Quattro anni fa Man ci ha battuto di cento punti. Dedico il titolo a Bossi perché questa vittoria dimostra che non è vero che gli extracomunitari danno solo guai, ma danno anche lustro all'Italia. E credo anche che i ragazzi conoscano l'inno di Mameli».

L’Europeo, svoltosi nel bolognese ha messo di fronte 8 squadre, le più forti a livello internazionale per questa categoria (Italia, Belgio, Francia, Germania, Gibilterra, isola di Man, Israele e Svizzera), e dei 13 azzurri convocati solo uno era italiano al 100%, gli altri erano tutti figli di immigrati: due anglo-italiani, cinque bengalesi, due pakistani, due indiani e uno dello Sri Lanka.

«Un pakistano e lo srilankese sono già cittadini italiani, gli altri lo saranno nei prossimi anni. E tra loro parlano più il dialetto che l'italiano», sottolinea Gambino, che scherza anche sul fatto che questa sembra una Nazionale padana dato nove società di appartenenza tre sono di Bologna, due di Milano, una di Trento e una di Venezia, se poi pensiamo che il più forte di questo gruppo, un sikh indiano di Mondovì (Cn), gioca a Varese, allora il mix è servito.

«A livello seniores siamo 27mi al mondo su 116», conclude il presidente della Federcricket. «Nel rugby siamo pieni di oriundi, discendenti di emigranti italiani. Il nostro invece è il primo grande risultato dal lato immigratorio».

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