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Lorenzo si racconta dopo il titolo Mondiale 2010

E’ un Lorenzo che si sveglia da campione del mondo quello che parla con Repubblica, raccontando le sue sensazioni a caldo dopo aver festeggiato e vinto il Mondiale Moto Gp 2010: un Lorenzo che ora ha voglia di divertirsi alla fine di una stagione tesissima, ma anche consapevole di dover crescere ancora.

Tanti complimenti – comincia così la sua intervista -. E' arrivato anche un fax con le congratulazioni del Re e del capo del governo. Poi gli amici. Le telefonate coi miei... - compresa quella con il padre/ manager con il quale ha sempre avuto un rapporto complicato - Lui è freddo. E' fatto così. Mi ha detto: ‘Ce l'hai fatta’. Ma io so che in fondo in fondo era commosso anche lui. Ho pensato a tante cose in quel momento . Anche al giorno in cui ho dovuto dire a mio padre di non farsi più vedere su un circuito. Forse è stato il momento più duro della mia vita. Un padre è un padre. E io quello volevo, non un manager'.

'Sì, di solito un pilota pensa solo ad allenarsi con la moto. Io invece mi sono dovuto allenare anche come persona. Ero troppo chiuso, troppo introverso e arrabbiato col mondo – confessa il campione del mondo - c'erano persone gentili. All'inizio le guardavo con un po' di sospetto. Mi dicevano: dai, sorridi. Provaci. Allora mi sono lasciato andare. Pazzesco. Era quella che volevo. E quello che la gente voleva da me. Sono un ragazzo fortunato, non potevo non imparare a sorridere'.

Oggi è felice Lorenzo: ‘Sì, perché poi anche se la vita mi ha dato qualche lezione penso che, facendo i conti, mi è sempre andata bene. Per un ragazzino di Palma di Maiorca arrivare lontano è quasi impossibile. Io a dieci anni aspiravo al massimo a fare motocross. Poi una serie di circostanze favorevoli hanno fatto sì che venissi notato su un video da Amaitrain. Da lì è cambiato tutto. E dopo due mondiali in 250 ecco che ho realizzato il grande sogno'.

Parlando di Valentino è naturale non pensare a come sarebbe andata se fosse stato a pieno servizio: ‘Certo. I tifosi sono così. Anche i miei se perdo trovano tutte le giustificazioni possibili. E' normale. Poi però è giusto dare una spiegazione imparziale. Beh, quando siamo arrivati al Mugello io comunque ero davanti e avevo vinto due gare. E forse se Valentino ha fatto un errore è perché sapeva di dover andare al limite. So bene che se non fosse caduto la lotta sarebbe stata dura, ma io questo titolo mondiale me lo sono meritato tutto'.

A questo punto la sfida rimane una soltanto: 'Continuare a vincere il più possibile'.

 (foto © LaPresse)

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