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Lucas racconta la sua verità dopo la separazione dalla Pellegrini

Tutti ne parlano, ma lei non commenta. Protagonista è sempre Federica Pellegrini che torna al centro delle pagine sportive, questa volta non per amore, ma per un’altra separazione che ha fatto molto discutere, quella con il suo ex tecnico Philippe Lucas che, tornato in Francia, ha deciso di raccontare la sua verità.

L'oro della Pellegrini nei 400 sl ai Mondiali di Shangai

‘Con Federica - spiega il francese al quotidiano l’Equipe - non ci siamo più sentiti dopo la staffetta dei 400. Ho parlato con la Federazione, persone corrette che mi hanno lasciato fare il mio lavoro. Comunque per me era difficile andare a Verona e non avevo voglia di perdere Camelia Potec che dal 2007 lavora con me e fa ormai parte della mia vita’. Insomma ognuno sta bene a casa sua, specie se poi non c’è un contratto che porta almeno fino alle Olimpiadi: ‘Quando si ha un contratto che scade il 31 luglio e non ingloba l'anno delle Olimpiadi mi fa strano anche se non mi ha impedito di lavorare bene con Federica che resta una ragazza molto professionale e una magnifica nuotatrice, al livello della Manaudou e della Potec. Certo, alla fine perdo una nuotatrice che vincerà di certo i 400 alle Olimpiadi, ma anch'io avevo le mie ragioni’.

L'oro della Pellegrini nei 200 sl ai Mondiali di Shangai

L’ultimo contatto c’è stato alla famosa staffetta dei 400 a Shangai, con Fede che, a detta di Lucas, subito dopo è scomparsa: ‘Federica nuotava il sabato sera, ho preso l'aereo domenica. Nel frattempo avevo chiamato Marin per spiegare la situazione, ma lei aveva altro da fare. Non ci siamo incrociati, l'ho anche chiamata un paio di volte, ma non mi ha risposto. Niente di grave. Se gli italiani vogliono davvero che lavori per loro devono mettere un contratto sul tavolo. Non sono nato ieri. Solo io so come sono andate le cose. Ho cominciato ad allenarla il 3 febbraio, ma nulla era scontato. Ai Mondiali in vasca corta in dicembre era arrivata quinta sui 200 e terza sui 400, senza australiane e americane. Ma quando alleni la Pellegrini sei obbligato a vincere, altrimenti sei morto, anche perché altrimenti lei se ne va. Ma a me piacciono le sfide estreme’.

E poi anche una battuta sul ritorno in acqua della Manaudou: ‘Molti non vogliono allenarsi con me perché temono i miei metodi o ascoltano gente che è invidiosa. Ma io sono cool, lavoro in un posto fantastico. Non mi va di parlare di lei, ma penso che ha fatto bene a tornare in vasca. È un bene per tutto il nuoto francese’. Capito? Lui è cool…

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