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Marco Pantani morte misteriosa: indagini riaperte. Il Pirata fu ucciso

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Non c’è pace per Marco Pantani. A dieci anni e poco più di distanza dalla sua morte, il campione romagnolo fu trovato morto in una stanza d’albergo il giorno di S. Valentino del 2004, la Procura di Rimini ha deciso di riaprire il caso. Il cambio di fronte è clamoroso come uno degli scatti in salita del Pirata. Si lasciava scivolare piano fino al fondo del gruppo e poi lo ribaltava in poche pedalate arrivando da solo sul traguardo.

Si può pensare che la giustizia, quella con la G maiuscola, in questi dieci anni si sia lasciata scivolare in fondo al gruppo delle maldicenze, delle piccole verità, dei guelfi e ghibellini che si sono disputati le spoglie dell’ultimo grande ciclista italiano prima dell’avvento di Vincenzo Nibali, uno che a Pantani deve almeno l’ispirazione a salire in bici.

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Il cambio di ipotesi investigativa fa correre i brividi freddi sulla schiena. Non più “morte come conseguenza di overdose”, ma “omicidio volontario”. La traduzione è presto fatta. Marco Pantani, secondo questa nuova ipotesi, è morto ammazzato. Una svolta voluta da Tonina Pantani, la mamma del Pirata, che non ha mai smesso di lottare in questi dieci anni. Su tutti i fronti, senza risparmiarsi un attimo. Da passista più che da guizzante scalatrice. Le parole come pedalate, “Sono certa che mio figlio è stato ucciso”, le ripeteva ossessivamente.

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Al centro di tutto c’è la perizia del professor Francesco Maria Avato, medico legale incaricato dalla famiglia Pantani, che ha dimostrato che le ferite sul corpo di Marco Pantani sono opera di terzi e non auto inferte, e soprattutto che la quantità di droga ritrovata nel corpo del campione non può essere riconducibile ad una normale assunzione, ma solo ad una sostanza disciolta nell’acqua e successivamente ingerita o più probabilmente fatta ingerire.

Vengono a galla, come ciclisti scoppiati in salita, i buchi di un’indagine già perfettamente evidenziati dal giornalista de l’Equipe, Philippe Brunel, con il suo “Gli ultimi giorni di Marco Pantani”. Ora dopo dieci anni si apre uno spiraglio. La giustizia dopo essere scesa in fondo comincia a risalire. C’è tanta salita davanti, il traguardo è in cima, un po’ più vicino.

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