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Marco Simoncelli, anniversario: stasera, il racconto della sua carriera su "Sfide"

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Era in corso il secondo giro del Gran Premio di Malesia 2011, quando Marco Simoncelli perse il controllo della sua Honda finendo a terra, per poi essere investito dalle due moto che lo seguivano, quelle di Colin Edwards e Valentino Rossi.

Le interviste più divertenti del Sic, guarda il video

Alex Zanardi conduce "Sfide"

Un incidente che costò la vita al giovanissimo motociclista italiano. Aveva appena 24 anni. A quasi dodici mesi da quella tragica morte, era il 20 ottobre scorso, il programma Sfide lo ricorda con una trasmisisone a lui dedicata, in onda questa sera alle 22.40 su raitre.

Un viaggio nel mondo di Marco raccontato dal campione paralimpico Alex Zanardi. All'interno del programma scorreranno immagini del Simoncelli centauro, ma anche quelle del "Sic" privato. Il ragazzo della porta accanto, semrpe gentile e disponibile.

Interviste a Mattia Pasini e Manuel Poggiali, che con Marco hanno condiviso l'inizio della carriera in minimoto, ma anche a Valentino Rossi ed ai familiari, in particolare papà Paolo, il cui rapporto andava oltre quello di genitore-figlio, fondendosi in una girandola di esperienze condivise, professionali e non.

Due settimane fa è stato invece presentato "Il Nostro Sic", libro di 200 pagine a cura di papà Paolo e mamma Rossella, in cui il ricordo di Marco è affidato a 30 personaggi che lo hanno consociuto. Così Valentino Rossi: "Con gli anni, va beh, siamo diventati anche avversari, perché il Sic era cresciuto. Verso la fine del primo anno in MotoGP aveva cominciato ad andare forte, ed è stato un peccato che io sia andato alla Ducati con tutti quei problemi perché così quando è diventato forte lui ho cominciato a far cagare io, quindi non c'è mai stata una vera lotta come alla Cava, da giocarsela per le posizioni importanti all'ultimo giro. È stato un peccato, sarebbe stato divertente".

"Era molto dolce in tanti suoi comportamenti. Poi era un ignorante anche lui, un testone, e in pista, cazzo, anche se eri un suo amico ti faceva sempre girare i coglioni. (...) Secondo me lui pensava: "Sono un pilota gigante rispetto agli altri. Pago i miei svantaggi rispetto a questi nani, però almeno se c'è da fare una lotta corpo a corpo faccio valere i miei chili". Comunque era molto bello lottare con lui... Ok, era uno che le sue cappelle le faceva, (...) però gli altri piloti si erano accaniti, soprattutto Stoner e Lorenzo, perché avevano paura di lui".

Sia il ricavato de "Il Nostro Sic", che del calendario "Route 58 – in viaggio con Sic" (Foto scattate dai fan, selezionate tra le oltre 6mila pervenute a Mediafriends) finiranno nelle casse della Onlus intitolata "Marco Simoncelli Fondazione O.n.l.u.s", un’organizzazione di utilità sociale senza scopo di lucro: "ha finalità esclusivamente umanitarie e morali", si legge nel sito "ed è stata costituita dalla famiglia per onorare in modo degno e duraturo la memoria di Marco. Mantenendo vivo l’impegno di solidarietà e di attenzione verso i più deboli che SuperSic ha sempre affiancato alla carriera di pilota".

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