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Molinari chiude 9° al ‘The Players Championship’

Sarebbe stato il colpo della vita per Francesco Molinari, ma purtroppo nonostante alla fine del secondo giorno del ‘The Players Championship’, tappa del PGA Tour in corso a Ponte Vedra (Florida), sul percorso del TPC Sawgrass, fosse in terza posizione, alla fine non è riuscito ad andare oltre al 9° posto che comunque, a suo dire, lo rende molto orgoglioso.

Certo un peccato perché sarebbe potuta essere davvero un’impresa, ma sul finale è mancato qualcosa, ciò nonostante il bilancio che fa Molinari è positivo: ‘Sono molto soddisfatto del torneo, è stata un'esperienza molto bella e credo che sarà utile nel futuro prossimo. L'ultima giornata è stata difficile, il gioco non è andato benissimo ma il campo era davvero difficile, in condizioni estreme per i green che sono diventati durissimi e velocissimi. Ho lottato fino alla fine e sono felice del piazzamento. Naturalmente speravo in qualcosa di più, penso di aver pagato la scarsa esperienza in quelle condizioni. Credo di essere stato uno dei migliori dei ‘rookie’ per cui devo esserne orgoglioso. Sono rimasto colpito da come è cambiato il campo col passare dei giorni, credo di non avere mai giocato in condizioni così esagerate’.

Per Francesco, che a chiuso comunque davanti a gente del calibro di Phil Mickelson, Jim Furyk e Tiger Woods costretto al ritiro per un forte dolore al collo c’è la soddisfazione di aver mostrato un bel golf che lo ha fatto chiudere con lo score complessivo di 277 colpi (-11 sul par), anche se alla fine il torneo se l’è aggiudicato il sudafricano Tim Clark.

Per quanto riguarda Tiger Woods il suo ritiro ha fatto subito pensare che il dolore al collo potesse essere collegato all’incidente in macchina avvenuto nel periodo del sex gate, ma lui ha subito rassicurato tutti: ‘Il problema è al collo, non alla schiena. Posso convivere col dolore, anche se forte come quello che mi ha costretto al ritiro al Players, ma proprio non riuscivo a muovermi, a girare il collo. Non completare le 18 buche è stato veramente frustrante. Il dolore c’è ancora, anche 24 ore dopo. Non mi sono sottoposto a nessun trattamento dopo aver lasciato il campo ieri, ne l’ho fatto prima di venire qui. Appena tornerò a Orlando comincerò le cure: prima di tutto farò una risonanza magnetica per capire esattamente cosa non va e perché sta succedendo quello che sta succedendo. I problemi sono cominciati circa due settimane prima del Masters, ma allora andava e veniva, e pensavo fosse semplicemente dolore. Ma allenarmi e giocarci sopra non ha migliorato le cose, anzi le ha peggiorate. E ora sono arrivato a un punto in cui non posso più andare avanti’.

 (foto © LaPresse)

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