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La Honda si presenta, ecco i suoi Big Three

Cominciano oggi i test dedicati alla Moto Gp e lo fanno dalla Malaysia con tutti i piloti pronti per testare i progressi di gomme, elettronica, motore e, nel casa di ‘qualcuno’ spalla. C’era però ancora chi non si era presentato all’appello, ovvero la Honda che doveva scoprire le sue carte, ed ora che l’ha fatto vedere lì tutti e 3 insieme e con colori ufficiali Andrea Dovizioso, Dani Pedrosa e Casey Stoner, mette i brividi.

Sì perché l’obiettivo dichiarato è uno soltanto e pare che i mezzi a disposizione ci siano tutti. Quest’anno la Honda ha deciso, invece che stravolgere completamente la moto, di svilupparne la versione precedente migliorando i singoli difetti che si sono manifestati in corso d’opera: da qui in poi sta ai piloti che, a partire da oggi ed ognuno per i fatti propri, svilupperanno singolarmente le moto scambiandosi solo qualche dato.

I piloti condivideranno alcuni dati, molti in effetti, ma altri non verranno diffusi per proteggere il lavoro dei singoli’, spiega appunto Shuoei Nakamoto, vice presidente di HRC nel corso della presentazione che si è tenuta a Kuala Lumpur, un po’ a copiare il sistema di agonismo interno Yamaha che fino all’anno scorso andava benissimo, un po’ a dire ‘ragazzi siete cresciuti, fate voi’.

Prima questo non accadeva - ha commentato Pedrosa che tra tutti è il pilota più longevo in Honda - ma andrà bene anche così’. Comunque qualcosina l’uno dell’altro sapranno, diciamo che le loro scelte saranno più autonome, come spiega anche Andrea Dovizioso: ‘In effetti prima non ci scambiavamo alcun dato. Ora la situazione è cambiata, possiamo far crescere la moto ancora di più e credo che sia giusta la condivisione, certo che la faremo con alcune regole. Una di queste prevede che se un pilota non vuol far sapere agli altri il suo set up per la gara può chiedere di non diffonderlo, ma tutti e tre, comunque sappiamo quale sarà la fornitura tecnica dell'altro’.

Infine Casey Stoner, da una parte il più atteso e di conseguenza dall’altra quello con maggiori responsabilità sulle proprie spalle, che al momento però non sembrano pesargli più di tanto: ‘Volevo venire a correre in HRC - ha detto l'australiano - perché ho sempre guardato con ammirazione alle imprese di Mick Doohan. Non lo dico perché è un mio connazionale, ma perchè non ha mollato mai, nemmeno dopo il terribile incidente dal quale si riprese. Uno stile di vita che ho sempre cercato di seguire. Con lui ho parlato lo scorso anno a Phillip Island, della mia scelta di passare alla Honda’.

Foto: repubblica.it - ecodellosport.it

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