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Nazionale o torneo a Belgrado? Chi paga di più ...

Le contraddizioni del tennis maschile tornano a galla e questa volta a farle pesare, sulla maglia azzurra, è Fabio Fognini. Sì perché la nazionale andrebbe onorata sempre e comunque, ma soprattutto alla chiamata azzurra l’unica risposta dovrebbe essere ‘presente’, pare invece che non sia così nonostante ciò che il tennis nel passato ha insegnato.

Insomma Fognini venerdì non giocherà venerdì in Coppa Davis a Zoetermeer contro l'Olanda con la motivazione ufficiale che 'ha male al polso', cosa che però ieri non gli ha impedito di scendere in campo a Belgrado dove ha battuto al primo turno Skugor, e dove oggi è in programma un match contro Novak Djokovic: e allora qui conti non tornano.

Per ora la Fit non dice nulla mentre Fognini da parte sua ha già mandato un messaggio a Corrado Barazzuttidi essere lontano dalla miglior condizione, anche per via di un problema al polso che mi affligge da diverse settimane. In questo momento faccio fatica a giocare un match due set su tre, sarebbe ancor più complicato esprimermi in un incontro al meglio dei cinque set’ e che quindi è meglio che lui non vada... per il bene della squadra, e non certo perché un gettone di Coppa Davis è di 800 euro mentre uno a Belgrado ne vale 6.480!

Allora vediamo di capire…soldi o nazionale? Diciamo che è meglio avere il male al polso! Attenzione però, perché il passato insegna che in Italia non siamo troppo permissivi con chi abbandona la maglia azzurra…già Bolelli fu squalificato e poi reintegrato, mentre altre volte si decise di lasciar correre per evitare troppi guai (vedi Potito Starace e la sua fuga a Dubrovnik o Volandri che se l’è data prima di un match con il Lussemburgo), ma sarà questo il caso?

Il punto è semplice, se i nostri giocatori fossero campioni di livello internazionale costretti a lottare per le prime posizioni del ranking Atp allora sarebbero giustificati, ma visto che, risultati alla mano, bene che vanno al massimo passano il primo turno se qualcuno degli avversari sviene a metà partita, allora forse è il caso di rispettare di più quella maglia azzurra e magari prendere esempio dalle donne che mai come in questa categoria hanno tanto da insegnare ai ‘campioncini’ del nostro paese!

 (foto © LaPresse)

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