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NBA, gay e omofobi, il dibattito s'accende

Il mondo del basket statunitense si divide sul tema dell’omosessualità.

Da un lato il coming out dell’ex cestista Nba (una stagione in Italia, 1997-98, alla Virtus Bologna) John Amaechi (guarda il video), dall’altro la dura risposta di Tim Hardaway, quarantenne ex stella di Golden State e Miami, che ha urlato al mondo il suo odio verso i gay (ecco il video con la sua intervista).

Amaechi in un libro autobiografico, “Man in the middle”, uscito la scorsa settimana parla apertamente della sua omosessualità, aggiungendosi alla lista degli sportivi che sono usciti allo scoperto dichiarando con orgoglio la propria condizione.
Hardaway, appresa la notizia, non è andato tanto per il sottile: "Non mi piacciono i gay e non mi piace essere circondato da gente gay, sono omofobico. Mi fa schifo. Non dovrebbe esistere nel mondo o negli Stati Uniti. Amaechi? Prima di tutto non lo vorrei nella mia squadra e poi, se fosse nel mio team, io mi terrei bene a distanza da lui perché non penso sia giusto. Credo che non dovrebbe essere nello spogliatoio mentre ci siamo anche noi. Se ci sono 12 altri giocatori nello spogliatoio sarebbero disturbati, non potrebbero concentrarsi e sarebbero costantemente preoccupati per la sua presenza. Sarebbe davvero duro accettarlo come un compagno di squadra”.

Fabrizio Marrazzo, responsabile sport di Arcigay, sottolinea come "l'omofobia nello sport viene spesso sottovalutata. Quest'anno la UEFA ha elaborato delle linee guida per combattere l'omofobia nello sport, chiederemo nei prossimi giorni al Ministro Melandri di iniziare ad attuarle al più presto anche in Italia, come gia è stato fatto negli scorsi anni in Inghilterra, che ha fatto della lotta alla violenza ed alla discriminazione nello sport una delle priorità di Governo, anche per prevenire atti atroci come la recente cronaca ci riporta".

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