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Nba, Jason Collins fa coming out: "Sono gay. Ho 34 anni e sono nero"

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Una confessione scritta di suo pugno sulle pagine di Sport Illustrated. "Ho 34 anni, sono un centro Nba. Sono nero. E sono gay", ha scritto Jason Collins che diventa, così, il primo giocatore dell'Nba a dichiararsi omosessuale.

Il centro quest'anno ha giocato 38 partite con Boston e Washington e ha fatto coming out attraverso le pagine della famosa rivista, in un articolo scritto in prima persona che uscirà nel numero del prossimo 6 maggio. Nel frattempo, però, lo stesso magazine ne ha pubblicato un estratto sul web.

"Non ho deciso di essere il primo atleta che pratica uno sport di squadra americano a dire di essere gay - scrive Collins- Ma dal momento che io sono io, sono felice di dare il via alla conversazione. Avrei voluto non essere io il ragazzo che in classe alza la mano dicendo: 'Io sono diverso'. Se fosse stato per me lo avrebbero già fatto altri. Ma così non è stato, e allora ho alzato io la mano".

Il cestista statunitense, classe 1978, è il fratello gemello di Jarron Collins e quest'anno è alla sua 12/a stagione in Nba.

"Perché sto venendo fuori adesso? - scrive ancora - Ho iniziato a pensarci nel corso del lockout Nba del 2011. Sono un abitudinario. Quando la stagione regolare termina mi dedico subito alla preparazione in vista dell'autunno. Ma il blocco ha 'scombussolato' le mie abitudini e mi ha costretto a confrontarmi con me stesso e con chi sono e voglio veramente".

Collins racconta, poi, di averlo subito detto a sua zia Teri, giudice della Corte Superiore di San Francisco, che gli ha risposto: "Sapevo da anni che eri gay".

"Da quel momento mi ha sostenuto e questo mi ha fatto stare bene- aggiunge Jason - Ci ho messo tempo, però, per capirlo. Mi sentivo come in forno durante una cottura. Continuavo a ripetermi che il cielo era rosso, ma ho sempre saputo che era blu. Ho capito che dovevo uscire allo scoperto quanto Joe Kennedy, il mio vecchio compagno di stanza a Stanford e ora un membro del Congresso del Massachusetts, mi ha detto che aveva appena sfilato al Gay Pride Parade di Boston dek 2012. Raramente sono geloso di altri, ma in quel momento ho invidiato Joe. Ero orgoglioso di lui ma arrabbiato con me stesso(...) - conclude - La tragedia della maratona di Boston mi ha fatto capire che non avrei dovuto aspettare perché le cose possono cambiare in un istante. Quando un paio di settimane fa ho detto a Joe che ero gay, mi ha chiesto di unirmi a lui nel 2013. Marceremo il prossimo 8 giugno.(...) Con mio fratello ho parlato solo la scorsa estate: lui ha reagito diversamente era assolutamente sbalordito: nonostante fossimo gemelli non aveva mai sospettato. Ma a cena quella sera era pieno di amore fraterno. Per la prima volta nella nostra vita sentiva di dover intervenire e proteggermi".

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