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Nba, Rose e Nowitzki da paura: Chicago e Dallas se li godono

Sono passati 13 anni da che un giocatore dei Chicago Bulls è partito titolare in un All Star Game, e quello era Michael Jordan: il presente invece si chiama Derrick Rose, uno che la storia di questo sport e di questa squadra è destinato a scriverla. Ultima conferma di un fenomeno sempre più amato in tutta Chicago è il match contro San Antonio, la squadra forse più quadrata di tutta l’Nba, ma in questa zona dell’America vale l’effetto Chicago, ovvero ‘qui non si passa’.

Questione di onore e così Rose prende per mano i suoi, segna 42 punti (18/28 dal campo) con 8 assist e 5 rimbalzi e trascina tutti al successo per 109-99, mentre il pubblico urla a squarciagola ‘MVP! MVP!’. E dire che gli Spurs ce l’hanno messa tutta ma i 26 punti di Tony Parker ed i 16 a testa di Manu Ginobili e dell’ex trevigiano Gary Neal non fanno altro che rendere ancora più bella prova di Rose e compagni: ‘Giochiamo con grande fiducia nei nostri mezzi – ha commentato Carlos Boozer a fine match - e sappiamo che possiamo battere anche le migliori squadre della NBA. Dobbiamo soltanto continuare e andare avanti così’.

E se una stella nasce, un’altra si conferma, e si chiama Dirk Nowitzki che con 35 punti apre la strada al successo dei Mavs di Dallas sui Phoenix Suns per 106-112. Un parzialone importante per il tedesco che con 13/18 dal campo, 3/3 dall’arco, 6/6 ai liberi ed il supporto di gente che conta come Tyson Chandler regge l’urto di Phoenix e di Steve Nash che, nonostante i 15 assist non è riuscito ad incidere come sempre. Naturalmente grande gioia in casa Dallas: ‘Mi sento bene – ha detto Nowitzkisono subito entrato in ritmo realizzando un paio di tiri, e di solito è una cosa che aiuta. Nelle ultime due settimane non ho tirato benissimo, ma questa notte ho cominciato bene, sono entrato in partita e ho continuato ad attaccare’.

Foto: nba.com

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