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Nba sempre più in crisi: rischio stop del campionato

Grossi guai in Nba, altro che la serie A. In America infatti si sta disputando una battaglia legale destinata a fare rumore vero, sulla falsa riga di quella che interessato la massima serie del campionato di calcio italiano, e che riguarda però il mondo dell’Nba dove il sindacato giocatori minaccia di far saltare più di mezza stagione se non si troverà un accordo.

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I punti in discussione sono due: la riforma del salary cap dove i proprietari vorrebbero inserire un tetto salariale rigido che gli atleti non gradiscono, sia la divisione degli introiti dove da una parte i giocatori che dal vecchio accordo guadagnavano il 57% dei fatturati Nba e che si sono visti rifiutare dai proprietari l’offerta di una riduzione al 54,3%.

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Neanche a dirlo è scoppiata la bufera durante un meeting svoltosi in un hotel di Manhattan: ‘Eravamo arrivati qui con l'intenzione di trattare ed eravamo pronti a un compromesso rispetto alla posizione che avevamo preso in precedenza, nella speranza che si potesse trovare un accordo e magari cominciare in tempo la stagione - spiega Billy Hunter, direttore esecutivo del sindacato dei giocatori -. I proprietari non sono propensi a spostarsi di un millimetro dalla loro posizione’.

Ha replicato poi secco il commissioner David Stern: ‘Sicuramente non è stata una bella giornata’; intanto il campionato che dovrebbe scattare il 1° novembre sembra sempre più un miraggio, ed il rischio è di saltare più di 30 gare, cosa che accadde 1998-1999 con l’ultimo lockout della Nba.

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