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Nodar Kumaritashvili, a Vancouver morì per colpa sua

In molti ricorderanno la tragedia avvenuta a Nodar Kumaritashvili durante le ultime Olimpiadi invernali di Vancouver quando l’atleta georgiano, sulla pista di slittino di Whistler, ha perso la vita in un incidente che gli è stato fatale.

Guarda le foto sequenza dell’incidente mortale di Nodar Kumaritashvili

Dopo mesi di indagini la colpa dell’incidente è stata attribuita, come c’era da aspettarsi, a lui e purtroppo non vi sono altri colpevoli se non che la ‘relativa scarsa esperienza’ dell’atleta unita alla ‘grande pressione’ che c’era dietro a questo evento. Certo un tracciato difficile da affrontare e non adatto a tutti, basti pensare che il giovane ventunenne si è schiantato contro un palo alla velocità di 145 km all'ora, morendo sul colpo.

Insomma per questo fatto che ha segnato in maniera indissolubile le Olimpiadi di Vancouver 2010 non ci saranno ulteriori inchieste, solo la richiesta da parte delle autorità e dei dirigenti delle federazioni di slittino, bob e skeleton di prestare sempre la massima attenzione nella costruzione di queste piste dove si raggiungono velocità impressionanti e la differenza tra vivere e morire la fanno i dettagli.

Che il tracciato di Whistler fosse pericoloso tutti lo sapevano, ma per la gloria di un’Olimpiade si è capaci di sfidare persino la morte.

 (foto © LaPresse)

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