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O Sole Mio

76-14: un risultato che non sembrerebbe lasciar spazio a dubbi sull'andamento della partita (guarda le immagini).

Fino al 28' minuto l'Italia non capisce bene cosa stia succedendo. Gli All Blacks sono troppo forti, tatticamente perfetti e soprattutto troppo veloci. Le grida dell'haka si sono appena spente, con la regia ad inquadrare Jonah Lomu in tribuna, che il capitano McCaw è già andato in meta.

Le prime mete vengono tutte da touche sulla sinistra del terreno di gioco con i Neozelandesi che bucano la nostra difesa come fosse di burro: McCaw va in meta ancora al 7', poi Doug Howlett al 14'... Berbizier se la ride in tribuna (!?) mentre Dan Carter trasforma tutto quello che c'è da trasformare.

Mils Muliaina segna per vie centrali grazie alle mani di pastafrolla del volonteroso Robertson e si arriva al 22' quando, con gli All Blacks ormai sazi e il caldo che si fa sentire, Troncon e Stanojevic suonano la carica e si comincia a vedere qualche placcaggio a centrocampo. Sembrebbe un fuoco di paglia visto che al 30' va in meta anche Sivivatu ma Carter stavolta sbaglia la trasformazione scheggiando il palo e al 32' un'altra fiammata degli azzurri mette in evidenza Troncon, Parisse e Mirko Bergamasco con De Marigny che tenta un calcio in avanti senza fortuna.

Ma all'improvviso succede l'imprevedibile. Al 37' Marko Stanojevic, a mio parere in assoluto il migliore in campo tra gli azzurri, ruba una palla su un erroraccio dei Neozelandesi disposti in linea e se ne va tra le grida festanti del pubblico in un prateria deserta fino a varcare la linea di meta! Buttiamo dentro anche il calcio di trasformazione e incameriamo 7 punti. Il caldo si fa sentire e alcuni neozelandesi tirano il fiato. Il ritmo cala e grazie al sole i nostri alzano la testa.

Nel secondo tempo entra Vosawai. Nei primi minuti Lo Cicero protesta su un'azione scorretta degli All Blacks e l'arbitro espelle uno dei kiwi. Sembrerebbe aprirsi un'altra partita: l'Italia comincia a spingere la Nuova Zelanda verso la linea di fondo con la palla che sguscia tra le mani degli All Blacks come una saponetta. Un calcio in avanti di Troncon da il via ad un'azione spettacolare in cui si fa male un generosissimo Ongaro.

Vosawai tenta di sfondare al 44' ma non ce la fa, si combatte su ogni palla ma i Neozelandesi non passano più, Parisse rimane a terra ma si rialza e noi continuiamo a sprecare palle con Bortolussi che calcia sempre dieci metri lontano di dove dovrebbe. Vosawai potente e disattento come sempre viene infilato da Jack che se ne va indisturbato in meta. E siamo 50-7.

Ma al 53' il nostro principino delle Fiji si fa perdonare e in tandem con Mirko Bergamasco sfonda la difesa della Nuova Zelanda con la gente che si alza in piedi ad applaudire. Castrogiovanni esce ma i kiwi non sono ancora sazi e al 58' ennesimo schiaffo di Howlett che piomba come un falco sull'ovale quasi sulla linea laterale del campo e si arriva a 55-7. Poi Howlett fa il bis e il punteggio comincia a farsi pesante.

Nonostante tutto gli azzurri resistono. Grandi botte a centrocampo e il mitico Stanojevic (l'aveva detto che avrebbe combattuto) che annulla una meta già fatta degli All Blacks e, dopo l'uscita a malincuore del nostro immenso Troncon, va anche a mettere lo zampino nell'azione in velocità che porta Mirko Bergamasco a segnare la seconda meta italiana!

Riusciamo a vedere anche una meta di Galon appena entrato annullata per azione scorretta di De Marigny. Ma ormai è andata: 76-14. Non ci si aspettava che l'Italia vincesse stavolta, e il pensiero va già alla Romania, ma le due mete realizzate ci lasciano con un sapore dolce in bocca e la voglia di far meglio in questo mondiale francese.

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