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Olimpiadi 2016, domani si decide: Copenaghen come il G8

Tutti a Copenaghen. Domani tutto il Cio riunito deciderà quale sarà la città che ospiterà le Olimpiadi del 2016, e così ecco che all’improvviso la capitale della Danimarca è diventata il centro delle contrattazioni che determineranno un notevole flusso economico a favore di una delle 4 città prescelte per decisione finale: Chicago, Tokyo, Madrid e Rio.

Ci sono tutti per giocarsi la possibilità di essere investiti dall’onda olimpica e lo stesso Cio deve portare da questa mossa nelle proprie casse più denaro possibile per coprire il buco di 34 milioni di dollari persi, come ha dichiarato il presidente del Cio Jacques Rogge, a causa della crisi mondiale. Un affare da quasi 900 milioni di dollari per il quale si sono mossi tutti i principali leader delle nazioni candidate.

E così ecco arrivare dagli States la moglie del Presidente, Michelle Obama, chiamata in causa per accaparrarsi voti decisivi dalle nazioni, come per esempio i 5 dell’Italia che schiera al Cio 5 rappresentanti appunto (Carraro, Pescante, Ricci-Bitti, Cinquanta, Di Centa), o la Svizzera, anche lei 5, nazioni che da questa contrattazioni hanno da ricavarci moltissimo per gli anni a venire.

"Le prossime 48 saranno cruciali. Non c'è nulla di garantito. È una vera campagna elettorale", ha detto Michelle, ma anche gli altri presidenti lo sanno benissimo, tanto che qui si sono presentati anche il presidente Lula, affannato tra un colloquio e l’altro, nonché re Juan Carlos e la regina Sofia, senza contare il lavoro di campagna ecologica presentato da Tokyo, d’improvviso ambientalista: tutti in splendida forma insomma per cercare di accaparrarsi la fetta di Olimpiadi che per le tasche della città equivarrebbero a oltre 20 milioni di dollari ben spalmati in 6 anni, va da sé che la questione fa gola.

Così gola che c’è stato anche tempo per le critiche e la concorrenza sleale, cosicché è anche successo che la Spagna ha dovuto rilasciare le scuse ufficiali a Rio dopo che José Maria Odriozola, vicepresidente del comitato olimpico spagnolo, ha definito Rio "la peggiore candidatura". Voci maligne insinuano anche che la mancata presenza di Obama in persona in questo evento significa che lui non sia in effetti disposto a mettere la sua faccia in tutta questa vicenda: In realtà il commento più sensato in tutto questo putiferio mediatico arriva da Ottavio Cinquanta, presidente dell'International Skating Union che si sottolinea come: "È finito il tempo delle presentazioni sentimentali. Ora ci vogliono fatti e serietà. Per questo sono curioso di vedere se veramente Rio è pronta e se i suoi numeri sono a posto, non immaginavo di trovarla favorita. E non so nemmeno come votano gli altri italiani", ma pone anche l’accento sulla questione più importante: "Non siamo andati troppo oltre con la presenza di tutti questi capi di Stato?" … Una volta si chiamava sport

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