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Olimpiadi, ci siamo! Ma non c’è pace per Israele

Manca ormai pochissimo all’inizio delle Olimpiadi di Vancouver 2010, ma purtroppo sono già cominciati i primi atti vandalici, come purtroppo ormai siamo tristemente abituati a vedere in manifestazioni di questo tipo, contro Israele.

Il primo di questi gesti, e speriamo sia l’ultimo, si è verificato ai danni della bandiera di Israele. In questi giorni ovviamente sono comparsi a Vancouver tutti gli stemmi dei paese che prenderanno parte ai Giochi, occasione troppo ghiotta per qualcuno per essere sprecata! E così ecco che è arrivata subito la profanazione della bandiera, sulla quale è comparsa la scritta 'Free Palestine' e così gli organizzatori non hanno potuto fare altro che rimuoverle, anche se questo non giova per nulla allo spirito della manifestazione: ‘Se le avessimo rimesse subito le avrebbero sicuramente imbrattate di nuovo’, hanno commentato.

Purtroppo a gesti di questo tipo siamo stati fin troppo abituati. A partire dal massacro di Monaco del 5 settembre 1972 quando 11 atleti israeliani furono prima rapiti e poi uccisi da un commando di fedayyin, gli episodi di discriminazione sono continuati, fino ad arrivare ad episodi più freschi come quello del nuotatore iraniano Mohammad Alirezaie che non scese in vasca perché vi sarebbe stato anche il nuotatore israeliano Tom Beeri, stessa cosa che fece poi anche ai Mondiali di Roma del 2009 con l’altro israeliano Mickey Malul. Ma questa è solo la punta di dell’iceberg perché purtroppo sono tanti gli episodi di questo tipo e non toccano solo il fenomeno Olimpiadi.

Mark Gurvis, capo dell'associazione ebraica di Vancouver ha deciso di non innescare una polemica ancora prima dell’inizio dei Giochi, lasciando solo spazio al dispiacere: ‘Non mi stupisco di quest'atto vandalico, so bene che la nostra bandiera è un target e che i Giochi Olimpici rappresentano un'occasione unica, come cassa di risonanza. Ma noi siamo fieri dei nostri atleti e speriamo che quella bandiera torni a sventolare soprattutto grazie ai loro risultati’. Olimpiadi significano pace e rispetto dei popoli, sarebbe bello non dover più assistere ad episodi di questo tipo, anzi proprio lo sport dovrebbe la giusta occasione per seppellire l’ascia di guerra.

 (foto © LaPresse)

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