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Olimpiadi di Londra, doping e combine: Cina sotto accusa

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I trionfi della piccola nuotatrice 16enne cinese, Ye Shiwen, oro nei 400 misti (con record a 4'28" 43) e nei 200 della stessa categoria, non convincono gli Usa. "Nuota più veloce di Phelps e Lochte", ha tuonato il direttore della World Swimming Coach Association, John Leonard.

Leonard ha avanzato l'ipotesi di "doping genetico", tirando in ballo il caso delle atlete della Germania Est e dell'irlandese Michelle Smith che nel 1996 stravinse i 400 misti per poi essere squalificata due anni dopo.

"Un'ultima frazione di quel genere", ha spiegato il d.t. della nazionale statunitense "è straordinaria. E quando qualcosa è troppo straordinaria, c'è qualcosa che non va. La manipolazione genetica ha dato agli animali più forza e ossigeno,ma chi ci dice che questo non sia avvenuto pure con gli atleti?"

La risposta da parte del Cio, tramite il portavoce, Mark Adams non si è fatta attendere e, a chi gli chiedeva conto dei sospetti, ha risposto in maniera perentorio: "Commenterei questa notizia solo se l'atleta fosse risultata positiva al test antidoping, non sto commentando. Tirate le conclusioni da voi. Ci atteniamo alla realtà, si tratta dei migliori atleti in circolazione. Se ci sono trucchi, comunque, li scopriremo".

Si è fatta sentire anche la Cina. "Ci stupisce questo atteggiamento da parte degli Usa. I risultati di Ye Shiwen sono frutto di allenamenti. Noi d'altronde non abbiamo sollevato nessun caso di fronte ai tempi e alle vittorie di Michael Phelps".

Insomma, il clima intorbidato è quello che ricorda certe schermaglie olimpiche da guerra fredda, ma tant'è. Sta di fatto che la Cina deve difendersida un altro caso, generato da una combine messa in atto in occasione della gara di Badminton contro la Corea del Sud.

Sotto accusa sono finite Yu Yang e Wang Xiaoli che hanno ceduto, al termine di una partita condita da scambi surreali, alle meno quotate Jung Kyung e Kim Ha Na. Una sconfitta programmata per evitare di incontrare al turno successivo le connazionali Tian Qing e Zhao Yunlei.

Il comitato organizzatore ha stigmatizzato il comportamento delle atlete cinesi, parlando di comportamento "che va contro lo spirito olimpico". Le cinesi Wang Xiaoli e Yu Yang, le indonesiane Greysia Polii e Meiliana Jauhari e le sudcoreane Jung Kyung-eun, Kim Ha-na, Ha Jung-eun e Kim Min Jung sono state escluse dai giochi.

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