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Pantani, suicidio o omicidio? Due infermieri svelano: "Non c'era nessuna pallina di coca"

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di Raffaele Natali

Quella che è arrivata nelle ultime ore rischia di diventare la rivelazione della svolta su uno dei casi più discussi degli ultimi anni. Come noto da alcune settimane, una nuova inchiesta è stata aperta dalla Procura di Rimini in merito alla morte di Marco Pantani.

Da più parti e, soprattutto secondo quanto riferito dalla famiglia del ciclista, si è sempre ritenuta poco credibile l'ipotesi di suicidio. E alla luce delle ultime rivelazione l'idea è che in quella tragica serata del 14 febbraio 2014 qualcosa andò diversamente da come ce lo hanno raccontato.

E' quanto emerge dalla testimonianza di due infermieri del 118: i due furono i primi ad accedere alla camera d'albergo di Pantani: "Non c’era nessuna pallina bianca accanto al cadavere del ciclista. Siamo strasicuri anche perché abbiamo il dovere professionale di segnalare alle autorità qualunque possibile elemento, specie se è una sostanza stupefacente, presente sulla scena. Non c’era nulla e nulla è stato segnalato".

Guarda il video con le fantastiche imprese di Marco Pantani

Affermazioni che aprono scenari nuovi in merito alla ricostruzione di quanto accaduto: vicino al cadavere del Pirata infatti, fu ritrovata successivamente una pallina di cocaina mista a mollica di pane. La pallina , secondo quanto asserito fino a questo momento, sarebbe stata sputata a terra dall'atleta, subito dopo il malore. Grazie a quanto dichiarato in queste ore dagli infermieri del 118, tutto va riconsiderato.

Situazioni strane, come quella relativa all'orario del fax del decesso del ciclista. Perché sul particolare della pallina di coca era stata costruita l'ipotesi castello che portava all'ipotesi di un overdose accidentale. Un castello che ora sembra di sabbia e che a questo punto sembra sempre più vicino a sciogliersi.

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