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Parisi, un anno dopo la scomparsa è già leggenda!

Un terribile incidente un anno fa esatto, uno schianto che l’ha strappato alla vita: così oggi il dolore per la morte di Giovanni Parisi riaffiora in tutto il suo logorio per la scomparsa di un campione, di un uomo che ha fatto la storia sportiva del nostro paese.

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Una leggenda reduce di una generazione precedente di cui lui era un giovane, che però nell’Olimpiade di Seul del 1988 ha stupito il mondo quando, chiamato come rimpiazzo di Caldarella che si era infortunato e come premio per essere una grande promessa, lui è andato dritto fino in fondo, buttando giù un avversario dietro l’altro fino alla finale con il romeno Dimitrescu che ha resistito poco più di un minuto prima di farsi stendere da un gancio sinistro duro come un sasso.

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Nato a Vibo Valentia e trasferito a Voghera, la sua città, dopo quel successo ne conquistò subito un altro nel nel 1992 quando, dopo essere passato professionista e aver risolto grazie al professor Sturla un problema alla mano, si impone nel Mondiale Wbo dei leggeri contro Altamirano.

Nel 1996 ancora una magia quando a Milano conquista e poi difende per ben due volte il titolo Wbo dei superleggeri dopo che nel 1995 non ce la fece a Las Vegas contro il grandissimo Chavez per i superleggeri Wbc, sempre a causa di quella mano contro la quale dovette lottare un po’ per tutta la sua carriera. Nel 1999 annuncia il ritiro e dopo averci ripensato un paio di volte, sale sul ring per quello che sarà davvero il suo ultimo match per tentare di vincere il titolo Europeo, ma il sogno si infrange sul muro del francese Klose.

A questo punto di solito la carriera degli ex pugili si trasforma in un turbinio di depressione, o almeno questo è quello che molto spesso le cronache ci raccontano, invece Giovanni Parisi è sempre stato un uomo amato, un campione che della boxe e della sua famiglia ha sempre fatto la sua vita. Nella sua patria è considerato un eroe, un uomo della gente, uno che stava combattendo per il rispetto dei pugili ed era impegnato in un grande progetto insieme alla moglie Silvia, quello di continuare a fare grande la tradizione della boxe azzurra, sogno che ancora vive, come vive la leggenda del grande Flash italiano.

 (foto © LaPresse)

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