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Pechino, no al porno per le Olimpiadi

La Cina, in occasione delle prossime Olimpiadi, itensifica la guerra contro il porno. No a riviste per soli adulti come Playboy, la rivista di Hefner sarà diffusa in versione controllata ma potrebbe essere fatta un'eccezione solo per atleti e visitatori. "La nostra legge proibisce Playboy ed è nostro dovere rispettarla, ma potremmo fare un'eccezione per i Giochi solo per atleti e turisti", ha detto Liang Jianrui, vice presidente della 'China National Publications Import and Export Corporation'.

No anche alla pornografia sul web e il Governo detta le regole comportamentali da seguire. In un quartiere di Pechino si è infatti arrivati a preparare un documento affisso per tutte le strade che precisa quali sono gli argomenti da non trattare: è vietato parlare di sesso, religione e politica con gli stranieri. "Non chiedere mai dettagli troppo personali, nè indagare sulle origini familiari. Nessuna domanda sulle proprie ricchezze o sul budget personale a disposizione per le spese previste a Pechino".

Pechino dunque non molla la presa neanche per i Giochi al contrario: "Non chiedete l'età ai vostri interlocutori. Tanto meno il loro status civile. Stessa cosa vale per le condizioni di salute, la loro vita familiare, religione, opinioni politiche e dettagli sulla vita sentimentale", recita ancora il manifesto.

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