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Pellizzotti si difende: ‘Se penso a tutti i sacrifici...’

Franco Pellizzotti, grande escluso dal Giro d’Italia per un sospetto di doping riscontrato dall’Uci nello scorso Giro d’Italia e che ora lo costringe a rimanere fermo e non prendere parte all’edizione 2010 della corsa rosa, proprio non ci sta. Il corridore della Liquigas-Doimo, i cui valori ematici nel passaporto biologico sono risultati compromessi in una conferenza stampa a Milano ha deciso di prendere la parola e cominciare la sua difesa: ‘Mi sarebbe piaciuto essere a una conferenza stampa all'estero, magari ad Amsterdam. Se penso a tutti i sacrifici che ho fatto, a tutto il lavoro che ho fatto, tralasciando la famiglia... e ora non posso gareggiare. Ma lascio stare il corridore e tiro fuori la persona, perché voglio uscire da questa storia pulito come sono convinto di essere’.

Sono tranquillo ma mi dà molto fastidio che a quest'ora potrei essere a correre il mio giro in Olanda. Per questo mi sento preso in giro, comunque andrò avanti così, poi si vedrà’' questi i primo commenti a caldo della maglia a pois dello scorso anno nel Tour de France e 3° qualificato al Giro che dovrà presentarsi all'Ufficio della Procura Antidoping il 17 maggio alle 12 allo stadio Olimpico.

La difesa di Pellizzotti, come spiega chiaramente il suo legale Rocco Taminelli, si basa su fondamenti specifici: ‘Il problema - ha spiegato il legale - è che non c'è tanto da dimostrare che c'è una positività a degli esami rilevata in maniera sbagliata quanto piuttosto che ci sono delle variazioni dei valori ematici che possono essere assolutamente nella norma così come sono state rilevate’, tesi sostenuta anche dal professor Giuseppe Banfi, tra i maggiori esperti di ematologia dello sport in Italia: ‘i valori di Pellizotti sono molto stabili e soprattutto la variazione incriminata non può essere legata a un comportamento fraudolento dello sportivo, una ragionevole spiegazione della variazione dei valori incriminati può essere stata la perdita di liquidi’.

Interviene infine Roberto Corsetti, medico sociale del Team Liquigas che fa un ennesimo e chiaro punto sulla situazione: ‘sulla base del parere di alcuni esperti tra i quali non c'era alcun italiano. Questa - ha detto Corsetti ancora - non è una lotta al passaporto biologico, che ha a mio avviso una valenza importantissima se usato nel modo corretto, ma è una lotta a una sua applicazione troppo rigida. Una revisione della decisione dell'Uci potrebbe consentire di rivedere alcune regole per ridurne i limiti'.

Se fosse provato - ha concluso Corsetti - che Pellizotti ha fatto qualcosa di proibito, lo puniremmo come abbiamo fatto con tutti gli altri quando è successa una cosa simile. Ma in questo caso esprimiamo forti dubbi sulla decisione dell'Uci, perché sulla base dell'evidenza dei due campioni di sangue esaminati non è possibile affermare che il nostro atleta abbia fatto sicuramente uso di doping’. Insomma Pellizzotti doping o meno salterà a prescindere il Giro, e nel dubbio che sia innocente questa è la cosa che dà più fastidio…

Foto: Guardian.co.uk

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