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Petacchi vola e brucia tutti al Giro

Alessandro Petacchi vince alla faccia di tutti, e vince alla sua maniera, con uno sprint devastante seconda tappa del 92° Giro d'Italia di ciclismo, la Jesolo-Trieste (156 km), davanti niente meno che a Mark Cavendish la maglia rosa, che comunque non perde la maglia ottenuta sabato.

"Mi sono ripreso quello che mi hanno tolto", queste le prime parole di Petacchi, arrabbiato, furioso per quel giro che ha dovuto saltare lo scorso anno a causa della squalifica e che ora è orgoglioso di essersi ripreso, dimostrando ancora una volta di essere tra i migliori sprinter al mondo.

"Dedico il successo a mio figlio Alessandro junior, che proprio oggi compie un anno, e a mia moglie Annachiara, del resto è anche la festa della mamma ". Una volta studiata nei minimi dettagli: "Da due giorni pensavo a come battere Cavendish, e non ripetere la beffa della Sanremo. Sapevo di potercela fare solo rischiando, restando in testa dall'inizio alla fine del rettilineo. Quando vinco, posso farlo solo con le gambe e non con la scaltrezza, perché le scorrettezze proprio non mi riescono, io sono un velocista che ha paura di cadere ".

Ma non è finita, ci sono altre 5 o 6 tappe che Petacchi vorrebbe portarsi a casa, anche se sa bene che non sarà così facile: "Ci sono cinque, sei arrivi adatti a me in questo Giro però tutto è possibile, non esistono traguardi scontati perché è una corsa nervosissima. Dovrò meritare le altre volate, anche se mi sento grandi gambe ".

Alle loro spalle il britannico Ben Swift (3°), che ha preceduto a sua volta l'australiano Allan Davis (4°) e lo statunitense Tyler Farrar (5°), mentre ci sono problemi per Simoni, uno dei grandi favoriti del Giro del centenario,in ritardo di 13 secondi sul traguardo reduce da una caduta in mezzo al gruppo.

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