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Pietro Mennea è morto: addio ad una delle leggende dell'atletica leggera mondiale

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di Giuseppe Latorraca

Aveva appena 61 anni.
Il suo cuore ha smesso di battere in una clinica di Roma questa mattina: quel cuore che per anni lo ha spinto verso imprese sportive impensabili per un atleta di razza bianca ...perchè Mennea, a cavallo tra gli anni '70 e '80, correva più veloce degli atleti di colore sui "100 metri" e sui "200 metri".

Pietro Mennea, il ricordo del mondo dello sport: Vezzali, Del Piero, Simeoni, Biaggi, Idem, ecc.

Nessun sportivo che si rispetti dimentica il suo record del mondo sui "200 metri" stabilito a Città del Messico nel 1979 con il tempo pazzesco di 19" 72: quel record memorabile durato per ben 17 anni, strappato alla storia da Michael Johnson alle Olimpiadi di Atlanta del 1996.
Ricordo che erano le 4 di mattina (ora italiana) del 5 agosto 1996. Mi ero piazzato davanti alla TV per seguire la finale dei 200 metri del mio idolo di allora Michael Johnson. Speravo fortemente nella sua vittoria, ma speravo ancor di più che non abbattesse quel record memorabile.
Ma Johnson era un marziano e quella notte portò a casa oro e record del mondo (19" 32), superando di 40 centesimi il tempo record di quell' "anemico ragazzo di Barletta" (come lo chiamavano ad inizio carriera) stabilito 17 anni prima in un afoso pomeriggio di Città del Messico.
L'anno dopo, nel 1980, Mennea vinse la medaglia d'oro nei "200 metri" alle Olimpiadi di Mosca.

Pietro Mennea: le foto del recordman sui 100 e 200 m

Per noi che amiamo profondamente lo sport, Mennea era una leggenda, un simbolo, perchè impersonificava più di tutti il riscatto sociale di un ragazzo povero e "mingherlino" partito dalla sua Barletta dove viveva in una famiglia modesta (con papà sarto e mamma casalinga) ed aveva scalato le vette dell'atletica leggera mondiale nelle sue gare più rappresentative, nei "100 metri" e nei "200 metri".
Nella sua straordinaria carriera da atleta, Mennea, conosciuto anche con l'appellativo "la freccia del Sud" vinse la medaglia d'oro nei "200 metri" alle Olimpiadi del 1980 e la medaglia d'oro in 3 Europei a Roma ’74 (100 metri) e Praga ’78 (100 e 200), oltre al record del mondo sopracitato sui 200 metri nel 1979 (è ancora record europeo). E poi ancora, la vittoria della medaglia d'argento con la staffetta a Helsinki ‘83, per un totale di 5 finali olimpiche, 528 gare per 52 presenze in Nazionale.

Dopo la carriera agonistica, Mennea è diventato uno stimato avvocato e dottore commercialista. Negli ultimi anni era docente univeristario di 'Legislazione europea delle attività motorie e sportive' presso l'Università di Chieti–Pescara.
E' stato anche eurodeputato a Bruxelles dal 1999 al 2004. Ha scritto 20 libri.
In occasione delle ultime Olimpiadi, Londra gli ha dedicato una stazione della metropolitana.

Abbiamo chiesto un ricordo di Mennea a Fabrizio Donato, "medaglia di bronzo nel salto triplo alle ultime Olimpiadi di Londra 2012" intervistato da Excite pochi mesi fa: "Mi stavo allenando e la notizia ovviamente mi ha sconvolto. Sono cresciuto vedendolo come un mito e l'ho apprezzato come uomo conoscendolo a Barletta nella sua terra nel famoso meeting certame atletico"la disfida di Barletta" ebbi l'onore di essere premiato! Mi unisco al dolore dei familiari".

Raggiunto dalla notizia, il presidente del Coni Giovanni Malagò ha disposto l'allestimento della camera ardente nella sede del Coni a Roma per l'ultimo saluto al velocista.
Ciao Pietro!

Video Pietro Mennea: record del mondo sui 200 metri: 19"72

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