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Piquet ci va giù duro: "L'incidente me lo ordinò Briatore"

"Ero in uno stato d'animo molto vulnerabile. Stavamo trattando il rinnovo del contratto nei giorni in cui si correva e non avevo ancora ottenuto risposta". Queste sono le parole che stanno, alla vigilia del Gp di Monza, rischiando di cambiare per sempre il mondo della F1.

Si perché se le rivelazioni fatte da Piquet nei confronti di Briatore e di tutta la Renault a questo punto, Alonso compreso, fossero vere, e che quindi nel Gp di Singapore il pilota brasiliano avesse effettivamente causato l’incidente per permettere al compagno di squadra Alonso di vincere la gara, allora la F1 si troverebbe di fronte ad uno scandalo di proporzioni inimmaginabili.

"La proposta di provocare un incidente deliberatamente mi fu fatta poco prima della gara da Briatore e Symonds", prosegue Nelsinho . "Quest'ultimo mi chiese se ero disposto a sacrificare la mia gara per la scuderia, costringendo la Safety Car ad entrare in pista. Pensai che se lo avessi fatto questo mi avrebbe aiutato a rinnovare il contratto. Dopo il colloquio Symonds mi chiamò in un angolo e mi mostrò una mappa, appunto la curva esatta dove io avrei dovuto uscire di pista. Concordammo che avrei provocato un incidente fra il 13° e 14° giro affinché il mio compagno di squadra Fernando Alonso potesse rifornissi ai box, dopo l'entrata della Safety Car...".

Ma non finisce qui: "durante la gara chiamai varie volte per radio quanti erano i box per avere la conferma di quando dovevo provocare l'incidente, chiamate che io normalmente non faccio" e che, dopo la corsa, "feci sapere a Felipe Vargas, amico e consigliere della mia famiglia, quanto era accaduto e lui, un po' di tempo dopo, lo raccontò a mio padre. Mi ricordo anche che a fine Gp Briatore mi ringraziò".

"Esprimo questa dichiarazione volontaria, affinché la Fia possa esercitare le sue funzioni di supervisione e regolazione - conclude il brasiliano -. Sono cosciente che è un dovere per tutti coloro che partecipano ad un campionato della Formula 1 di assicurare la legittimità e la giustizia di una gara. E sono anche cosciente delle serie conseguenze a cui potrei andare incontro qualora dichiarassi il falso".

Queste parole chi domenica scenderà in pista per correre pesano come dei macigni, specie su Fernando Alonso, il beneficiario di tutto questo inghippo, anche se lui sembra esterrefatto nel sentire certe cose: "Non riesco ad immaginare questa situazione - dice - Sono sorpreso e non voglio perdere altro tempo su questo argomento. Penso alla prossima gara. Non farò commenti, visto che il team non ne farà". E neanche su Briatore ha nulla da dire: "E' sempre stato un capo corretto con me. E' il capo ed è un amico. Ha sostenuto la mia carriera sin da quando correvo in Minardi. Penso sia una bravissima persona, può contare sul mio appoggio".

Ed ecco spuntare anche Barrichello interrogato sulla questione:"Se ha fatto questo, non merita di stare nel mondo dello sport. Nelsinho è sempre stato una persona che ha avuto rispetto per me nonostante i problemi che ho avuto con suo padre. Anche io avevo rispetto per lui, ma se ha fatto questo non merita più di stare qui".

Insomma in questo venerdì di prove a tenere banco è ancora la parte di Formula 1 malata, quella che con lo sport non c’entra nulla: non resta che resettare il cervello almeno il week end e godersi in rigoroso silenzio la gara almeno di Giancarlo Fisichella, che speriamo sulla sua Ferrari tutta nuova, ci possa far dimenticare, almeno per un po’, tutto il brutto ed il marcio legato ai soldi che rovina uno spettacolo fantastico come la F1. Buon Gp d’Italia!

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