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Piquet racconta tutto: “Finalmente sono libero!”

Uscito dall’aula del Consiglio Mondiale da vincitore, Piquet Jr racconta la sua verità e lo fa come un prigioniero di guerra liberato dopo una lunga prigionia: "Sono sollevato dal fatto che l'indagine della Fia si è conclusa. Chi comanda alla Renault ha deciso, come ho fatto io, che era meglio dire la verità e accettare le conseguenze. La cosa più importante è che ora non si ripeta mai più una cosa simile".

Già ma intanto è successo, e alcuni si chiedono quanto sia giusto che grazie all’immunità lui si sia salvato da qualunque sanzione, e così anche lui ammette "di essere rammaricato per aver eseguito l'ordine che gli è stato dato. Ogni giorno desideravo di non averlo fatto. Non so se la gente riuscirà a capire - aggiunge il pilota - perchè per molti essere un pilota è un privilegio straordinario, come lo era per me. Tutto quello che posso dirvi è che la mia situazione alla Renault si trasformò in un incubo. Dopo aver sognato di essere un pilota di Formula Uno e dopo aver lavorato tanto per arrivare, mi sono trovato in balia del signor Briatore. Il suo vero carattere, precedentemente noto solo a coloro che avevano lavorato con lui in passato, è ormai svelato. Briatore è stato il mio manager, nonchè il boss del team, aveva il mio futuro nelle sue mani, ma non gli importava niente di questo. Dal momento dell'episodio del GP di Singapore mi ha isolato e mi ha spinto fino al punto più basso che avessi mai raggiunto nella mia vita. Ora che sono fuori da tale situazione – continua Piquet Jr - non posso credere che ho accettato il piano, ma quando mi è stato chiesto non ero nelle condizioni di rifiutare. Ascoltando la reazione di Briatore dopo il mio incidente e sentendo le osservazioni che ha fatto alla stampa nel corso delle ultime due settimane è chiaro che sono stato semplicemente usato da lui per poi essere scaricato e messo in ridicolo".

L’incidente di Singapore 2008 e tutto ciò che si è scatenato al seguito con la sentenza di ieri hanno probabilmente avuto il loro epilogo, ma Piquet ricorda ancora che: "Ho dovuto imparare alcune lezioni molto difficili negli ultimi 12 mesi e - continua Piquet - riconsiderare ciò che ha valore nella vita.Ciò che non è cambiato è il mio amore per la F.1 e la fame per le corse. Mi rendo conto che devo iniziare la mia carriera da zero. Posso solo sperare che una squadra riconosca quanto male mi è stato fatto mentre ero alla Renault e mi dia l'opportunità di mostrare ciò che avevo fatto vedere in F3 e GP2. Di una cosa si può essere certi e cioè che non vi sarà alcun pilota in Formula Uno determinato come me nel mettersi alla prova. Come ultima cosa su questo argomento – conclude il pilota brasiliano -, vorrei ribadire che mi dispiace tanto per coloro che lavorano in Formula Uno (comprese le tante persone buone in Renault), i tifosi e la Fia. Non mi aspetto di essere perdonato, ma almeno ora le persone possono trarre le loro conclusioni sulla base di ciò che è realmente accaduto".

 (foto © LaPresse)

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