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Presentato a Venezia il Giro d’Italia, si parte domani

Armstrong, Basso, Cunego, Di Luca, Garzelli, Menchov, Sastre e Simoni. Sono loro le stelle del Giro d’Italia che sono arrivate in gongola a Piazza San Marco con un solo scopo, essere i protagonisti di questo Giro del centenario. Domani mattina la partenza della prima tappa che vedrà gli atleti impegnati in una cronometro a squadre in un circuito che attraverserà l'intera isola del Lido di Venezia, e da li in poi non ci si fermerà più fino al 31 maggio, quando a Roma sarà eletto il re della gara.

Sono arrivati all’arsenale ieri tutti insieme i 198 corridori del Giro d’Italia, mentre oggi lo spazio è dedicato alle equipe e alla stampa, ultimo giorno per i corridori per lanciarsi le ultime occhiate e cercare di capire un po’ di più le strategie dell’ultimo minuto, primo fra tutti Ivan Basso che non ci crede troppo alla storia che Armstrong è qui per vincere solo una tappa: "Voi non lo conoscete Lance: quando va, fa paura. Attaccarlo presto? Io credo che chi vuole vincere debba correre molto tranquillo, non può esserci stress tutti i giorni. La prima settimana, con le Dolomiti al quarto e quinto giorno farà capire quali sono i valori.

E poi c’è Armstrong, di lui non si fida nessuno, forse perché non si sa davvero a che livello di condizione sia, e qualcuno già lo paragona a Contador maglia rosa nel 2008, ma lui risponde che non è proprio così: "No Alberto era in vacanza quando gli comunicarono di dover fare il Giro ma aveva corso gare importanti e la sua condizione era solo leggermente calata; io invece stavo crescendo lentamente prima dell’infortunio, tre anni e mezzo dopo il ritiro. I miei favoriti sono Ivan e Leipheimer. Per gli italiani poi – conclude il 7 volte vincitore del Tour de France -, questa corsa è speciale, sono molto motivati. Personalmente sono alla prima partecipazione qui, e non sono al meglio per via dell’infortunio alla clavicola".

Ma c’è chi non ha certo intenzione di stare a guardare, e il gruppo degli italiani che ambiscono al bis nel Giro è decisamente nutrito. Basso: "Sento la pressione ma ci sono abituato. Resto tranquillo, ho la condizione che volevo. Chi vincerà? Il più regolare". Cunego: "Se dopo la crono delle Cinque Terre i giochi dovessero essere ancora aperti ne vedremo delle belle. La classifica ha una priorità più alta rispetto a un successo di tappa. Ci proverò". Simoni: "I miei alleati sono in squadra, non ho bisogno di stringere patti in corsa. E poi come dice Moser le alleanze si fanno sulla strada". Di Luca : "Credo di essere più o meno quello del 2007 (l’anno in cui vinse il Giro). Con quella condizione e un percorso del genere... sì, posso lottare per la vittoria". E infine Garzelli: "Avrò tante occasioni per attaccare e cercare almeno un successo. A Faenza, per esempio. E poi attenzione al Monte Petrano, lì si deciderà il Giro d’Italia".

E’ tutto pronto per cominciare, sabato al via l’edizione forse più importante del Giro d’Italia, dove entrare nella storia è la priorità di ogni ciclista. Che vinca il migliore, ma soprattutto che vinca lo sport pulito, perché un altro caso doping sarebbe davvero una macchia triste e dolorosa sul nostro caro, vecchio Giro…

Guarda il video della presentazione del Giro d’Italia 2009

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