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Proteste e arresti, la fiaccola a Pechino

La fiaccola è arrivata oggi a Pechino. Ad accoglierla c'erano anche diversi dimostranti pro Tibet. Nei pressi dello stadio nazionale, quattro stranieri, due americani e due britannici, hanno innalzato uno striscione con la scritta "Free Tibet". I dimostranti, tre uomini ed una donna di età compresa tra i 23 ed i 34 anni, sono stati arrestati.

Guarda le foto della protesta pro-Tibet all'esterno dello stadio di Pechino

Secondo l' organizzazione "Students for a free Tibet" i quattro, poco prima delle sei del mattino, avevano sventolato anche un altro striscione, insieme a bandiere tibetane.

La fiaccola questa mattina ha percorso alcuni dei luoghi simbolo di Pechino, come la Piazza Centrale, dove protagonsiti sono stati prima il cestista Yao Ming e poi Eric Legros, il presidente per la Cina della Carrefour.

Intanto, Mentre George W. Bush chiede alla Cina di rispettare "libertà di espressione e religione", l'atleta americano Joey Cheek, medaglia d'oro di pattinaggio velocità nel 2006, e militante per la causa del Darfur, ha avuto revocato il visto per la Cina, dove avrebbe dovuto partecipare alle Olimpiadi. "Scioccante", ha detto Jonathan Freedman, portavoce dell'Ong Dream for Darfur.

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