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Rebellin rompe il silenzio, incongruenze sulle analisi

Davide Rebellin rompe il silenzio dopo 8 mesi dalla vicenda che lo vide implicato nell’uso di sostanze dopanti nei Giochi Olimpici di Pechino 2008. I controlli nel suo sangue hanno messo in luce la presenza del Cera, una versione avanzata del Cera che già al Tour de France 2008 inghiottì Riccò, Piepoli, Kohl e Schumacher.

Alla Gazzetta delle Sport Rebellin ha svelato alcuni misteri che riguardano le date dei controlli effettuati in Cina, nelle quali ci sarebbero delle incongruenze sia sul numero dei controlli effettuati sia sulle date nelle quali questi controlli sarebbero stati effettuati: "Ho scoperto da poco tempo che il controllo al quale sono risultato positivo è quello del 5 agosto, e non del 9 – dice Rebellin -, giorno della gara, come pensavo. Nei verbali del Cio consegnati durante l’istruttoria mi si attribuiscono campioni prelevati “in data imprecisata”. Poi nella sentenza del 17 novembre compare la data del 5 agosto". Insomma si infittisce la vicenda del ciclista vicentino che a causa della positività si è visto privare della medaglia ottenuta a Pechino e che ora è costretto a difendersi per dimostrare la sua innocenza.

La palla passa in mano al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, intanto il Coni ha già chiesto la restituzione della medaglia ed i 75 mila euro in premio ottenuti dal ciclista, ma entro un paio di mesi pare che tutta la vicenda verrà definita nei dettagli e solo allora scopriremo quale sarà la verità che si cela dietro al tornado che ha investito Davide Rebellin.

 (foto © LaPresse)

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