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Riccò, altro che blocco renale... ha tentato un’autotrasfusione

C’era qualcosa di anomalo nell’improvviso ricovero di Riccardo Riccò due giorni fa in ospedale, ma in pochi avevano il coraggio di dirlo, per non parlare di immaginare davvero cosa ci stava dietro a tutta questa vicenda: ebbene, altro che ‘blocco renale’, Riccò avrebbe confermato di essersi fatto un’autotrasfusione con del sangue che teneva in frigo da ben 25 giorni.

A confermare questa tesi è stato proprio il medico che la ha in cura il ciclista, il quale ha confermato che Riccò in presenza della compagna Vania Rossi, ha riferito di ‘aver fatto da solo un'autotrasfusione di sangue che conservava nel frigo di casa da 25 giorni, temendo per la cattiva conservazione del sangue che si era iniettato nuovamente’.

Una cosa assurda che manda in subbuglio di nuovo tutto. Proprio Riccò che neanche una settimana fa aveva dichiarato: ‘Vincerò il Giro senza doping’, eccolo di nuovo ricadere nel tunnel che gli costò già la carriera nel 2008. Era riuscito a tornare nel circuito che conta, aveva trovato una squadra disposta ancora a credere in lui, ma niente, doparsi per correre era rimasta l’unica soluzione di un ragazzo che si è bruciato così anche l’ultima chance di diventare un campione.

L’indagine è in corso e neanche a dirlo una conferma definitiva per lui significherebbe essere bandito dal mondo del ciclismo, e visto come stanno le cose, vista l'incapacità recidiva di prendere decisioni sensate per sé stesso e per la propria vita, forse è la cosa più giusta: ‘Non ci sono mezzi termini – ha etichettato la vicenda il presidente della Federazione ciclistica italiana, Renato Di Rocco -. Per il suo bene, per la sua famiglia, per il bene del ciclismo Riccardo Riccò deve lasciare lo sport agonistico, deve uscire dal tunnel perverso in cui si è infilato, deve ritrovare sè stesso, come persona, prima di tutto, come uomo. Ha fatto quello che ha fatto nonostante la condanna, rischiando anche la vita e questo fa venire i brividi. L'amarezza è tanta, ma il caso è così particolare e terribile da indurci a riflettere su una crisi di valori che sarebbe riduttivo limitare al ciclismo o allo sport in genere’.

Intanto Riccò ha passato una notte tranquilla in ospedale, la prognosi rimane riservata, ma trapela dalle mura dell’ospedale un velato ottimismo.

 (foto © LaPresse)

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