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Rivoluzione nuoto, bocciati i costumi dei record

Ricominciamo. Praticamente per l’Italia oggi si riparte da zero, e a deciderlo è proprio la Fina (La Federnuoto Mondiale) che ha messo al bando il “Jaked 01”, il costume italiano che l’anno scorso alle Olimpiadi aveva fatto faville. Ma mica finisce qui.

Nel vertice di Losanna, dove tra gli altri era presente anche il ct Castagnetti, sono stati esaminati 348 costumi di nuova generazione appartenenti a 21 aziende differenti, 202 dei quali approvati, 136 rimandati a nuova analisi e 10 bocciati, tra i quali oltre al Jaked 01, c’è anche il nuovo body dell'Arena, l'X-Glide, la cui squalifica automaticamente annulla i record dei francesi Bousquet(50 sl, con Jaked) e Bernard(100 sl, Arena), mentre per fortuna è salvo il record di Federica Pellegrini sui 200 sl ottenuto a Riccione l’8 marzo scorso.

Leggi l’articolo con il record di Bernard nei 100 sl

Il problema per l’Italia è grave. Si perché questi erano proprio i costumi scelti dai nostri atleti come Rosolino o Alessia Filippi per i Mondiali di Roma, costumi che oggettivamente avevano impressionato per le loro prestazioni, avevamo già lanciato il sospetto che fosse possibile che ultimamente crollassero record del mondo come castelli di sabbia, costumi bloccati perché “trattengono aria” favorendo naturalmente l’aerodinamicità del corpo in acqua.

Leggi l’articolo con il record di Bousquet nei 50 sl

"Siamo sconcertati: siamo davanti a determinazioni arbitrarie, non suffragate da alcun test. Il tutto a poche settimane dai Mondiali, nel momento in cui l'efficacia del prodotto, autenticamente innovativo, si manifestava in modo assoluto", queste le dichiarazioni della casa produttrice dei costumi di Vigevano, casa che minaccia di ricorrere ad azioni legali, che in ogni caso ha tempo fino al 19 giugno per apportare le modifiche necessarie per l’approvazione, altrimenti gli italiani dovranno nuotare Jaked 03, omologato fino al 31 dicembre (che però rispetto allo 01 è tutta un’altra storia).

Unici salvi da tutto questo putiferio sono Federica Pellegrini che veste Mizuno e Filippo Magnini affezionato a Speedo, i quali tra l’altro la Federnuoto voleva obbligare ad indossare i costumi Jaked per conformità. Si ritorna in vasca a far fatica, da oggi la Fina almeno una cosa l’ha sentenziata: i record si fanno con sudore e fatica e non con costumi futuristici.

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