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Roma presenta il logo per le Olimpiadi del 2020

Roma c’è! Procedono a passi da gigante le fasi di avvicinamento alla presentazione del dossier al CIO per la candidatura all’Olimpiade del 2020 e, ciliegina sulla torta, ora è arrivato anche il logo. Insomma non si scherza, la Capitale ha le idee chiare su questo evento importantissimo per il panorama sportivo internazionale e per vincere bisogna essere in pole position ed organizzati fin da subito.

Un quadrato rosso con una bandiera tricolore sotto con ‘Roma 2020’ in giallo ed ellissi con i colori dei cerchi olimpici: questo è il simbolo che gli italiani potrebbero vedere sullo stemma delle Olimpiadi del 2020, disegnato tra l’altro dallo stesso studio grafico che realizzò quello di Torino 2006 e addirittura quello delle Olimpiadi di Roma 1960.

Insomma tutti d’accordo che Roma debba vincere, tranne Venezia ovviamente che è l’unica altra candidata italiana, ma Alemanno sta puntando tantissimo su questa concreta possibilità mentre fin’ora dal capoluogo veneto non arrivano segnali di vita. Il sindaco di Roma è certo, i romani vogliono l’Olimpiade: ‘Quasi il 90% dei romani è favorevole - ha dichiarato il Primo Cittadino - e il loro consenso è determinante. La ricaduta economica di un simile evento è evidente e potrebbe portare flussi turistici anche nel lungo periodo, come accaduto a Barcellona. Inoltre abbiamo il sostegno della Camera di Commercio e dell'Unione degli Industriali Romani, ovvero delle grandi forze economiche e sociali di questa città’.

Alemanno è anche già lanciatissimo sui progetti riguardanti impianti, stadi e villaggio olimpico, per dimostrare fin da subito che se una città ce la può fare, quella è Roma: 'Il villaggio olimpico sorgerà a Tor di Quinto – continua Alemanno - a pochi minuti dal Foro Italico. La concentrazione dei luoghi e la riqualificazione del Tevere saranno le nostre prerogative. Saxa Rubra sarà impegnata per compensazione per altre attività che non hanno trovato collocazione nelle aree stabilite. Non abbandoneremo Calatrava, dove però puntiamo a creare un centro polifunzionale, che vada al di là della destinazione del nuoto. Pensiamo a un palazzetto da 18mila posti, che ospiti tre discipline tra cui il basket. La nostra è una candidatura ecocompatibile, che ci consentirebbe una riqualifica ambientale. Vogliamo infrastrutture che durino nel tempo e generino benessere diffuso’.

Insomma, Venezia bella sì, ma solo Roma può ospitare un evento del genere, e il primo cittadino non lo manda certo a dire al Coni: ‘Ho il massimo rispetto per la città lagunare e per la sua candidatura - conclude Alemanno - ma la scelta del Coni non si baserà su elementi astratti, ovvero se Roma sia o meno più bella di Venezia. Il Coni sceglie in base alla prospettiva del successo internazionale, perché domani dovremo affrontare le più grandi capitali del mondo’. Tra la fine del prossimo mese e marzo si attende la decisione definitiva, ed è bene che anche Venezia si dia una svegliata se non vuole perdere questo treno storico olimpico.

Foto: Tuttosport.it – Ansa.it

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