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Rory McIlroy nella storia. Vittoria e record all’Us Open

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Dopo la disfatta del Masters di Augusta, il 22enne Rory McIlroy, per alcuni già il nuovo Tiger Woods, festeggia un successo tanto splendido quanto incredibile per proporzioni nel Majior più importante per blasone del mondo del golf, l’Us Open 2011.

Il disastroso Master di Augusta di McIlroy

Un’impresa vera, ma più che altro una prova di testa e carattere che lo porta ad accumulare un margine di 8 colpi prima dell’ultimo giro di domenica sul suo diretto inseguitore, il sudcoreano Yang, ed anche l’ultima giornata ha regalato grandi soddisfazioni: quattro birdie e due bogey che gli valgono il punteggio finale di 268 colpi, cioè -16, il che vuol dire nuovo record e primato degli U.S. Open, a -8 dal secondo che alla fine è stato l’australiano Jason Day. ‘Ho vinto. Mi sono rifatto’, queste le sue parole a caldo.

Delusione invece nelle fila azzurre dove gli italiani sono rimasti a guardare da lontano. C’era Matteo Manassero che chiude l’ultimo giro a 72 (+1) per un +7 totale, punteggio che lo relega al 54° posto, cosa che non lo rende affatto felice: ‘Ho tanto da recriminare e non sono per niente soddisfatto. Peccato per quattro giorni sprecati sui green: il putt non entrava, alcuni non sono andati dentro per questione di poco. Potevo fare un punteggio migliore’.

Stesso punto della classifica finale anche per Edoardo Molinari che nell’ultimo giro termina con bogey e tre birdie che gli valgono un 73, ovvero +2 per la giornata e +7 finale: ‘Questo è stato il giorno in cui ho giocato peggio: sui green ho messo poche palle vicine. Insomma, un round mediocre. Diciamo che forse non avevo l’adrenalina dei primi tre giri’.

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