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Rossi pronto per Aragona, ma senza Tomizawa...

La Moto Gp è pronta per tornare in pista, ancora in Spagna, ma questa volta sul circuito del Motorland per il GP d'Aragona, dove comunque si sa che il dolore sarà forte per la scomparsa di Tomizawa avvenuta 15 giorni fa a Misano: ‘E' stato molto triste per il nostro sport, ma ora non vediamo l'ora di correre nuovamente e speriamo in un buon weekend in memoria di Tomizawa – ha ricordato Valentino Rossi dal Mugello dove è intervenuto per un evento promozionale, ma il Mondiale continua e questa gara - Mi piace molto. E' complicata, ma divertente e veloce’.

Questo circuito è una novità assoluta, entrato nel circus con lo scopo di sostituire il Gp d’Ungheria: ‘Credo che la parte migliore sia l'ingresso alla curva numero 16 e non vedo l'ora di guidare la mia M1 lì. Quindi penso che sarà un vero banco di prova. Mi sento più forte e più in forma ogni giorno che passa, così potrò puntare al podio anche questa volta’.

Proprio dal Mugello dicevamo, dove giusto 100 giorni fa si era fratturato la gamba, Valentino ricorda il suo incidente: ‘Tornare al Mugello è bello, perché per me Mugello vuol dire tutte le volte che ho vinto qui, più che per l'incidente. Ritornare qui con la macchina, visto che ero andato via in aereo, mi fa un bell'effetto – scherza Rossi, ma poi si parla di sicurezza ed i toni tornano seri: ‘L'airbag è il futuro del nostro sport perché mi ha consentito di non farmi male dalla vita in su quando sono caduto e adesso in questo senso si sta pensando ad un airbag per gli arti inferiori. Negli ultimi sono stati fatti tanti lavori alle piste, specialmente nei punti pericolosi, con l'aumento delle vie di fuga’.

Certo che sembra non bastare mai. In sole due settimane prima la morte del 13enne Peter Lenz, poi Tomizawa: ‘Chiunque fa parte del mondo competitivo del Motomondiale inizia ad andare in moto fin da piccoli, ma secondo me non c'è bisogno di avere tutta questa fretta. Non credo che la Moto2 sia troppo difficile da guidare per un pilota come Redding, di 16-17 anni. Nella Moto2 il problema è che sono troppi e con motori e gomme uguali, esistono gruppi troppo numerosi e capita di essere incollati. Bisogna che esista un blocco numerico di massimo 26 corridori in pista’. Dimenticare alle volte sembra davvero impossibile…

 (foto © LaPresse)

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